Quasi 6mila lavoratori stranieri nell’agricoltura ferrarese
Il report di WeWorld mette sotto la lente le campagne della provincia. Il sommerso potrebbe arrivare al 30%, mentre Agribus sottrae spazio ai caporali
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Intervento di Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile di Ferrara: "La crisi dell’industria chimica, alla quale l’attività di Coperion è legata, in Europa ed in Italia in particolare, è un dato di fatto presente da tempo"
Coalizione Civica: "La sicurezza non si costruisce facendo entrare prima ragazze e ragazzi nel circuito penale. Si costruisce investendo nella scuola, nei servizi sociali, nella salute mentale, negli educatori, nei luoghi di aggregazione, nello sport e nella cultura"
Nella mattina di martedì 28 luglio una delegazione di Fratelli d'Italia Ferrara si è recata presso la sede ferrarese di Coperion per incontrare i lavoratori dell'azienda, dopo la notizia dell'avvio della procedura che potrebbe portare alla chiusura dell'attività e al licenziamento degli 80 dipendenti del sito
Davide Bergamini è stato nominato responsabile regionale dell'Emilia-Romagna di Futuro Nazionale con Vannacci. La nomina, annunciata dal coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, rientra nel percorso di strutturazione del movimento sul territorio nazionale
Il giudice per le indagini preliminari Silvia Marini ha accolto la richiesta di archiviazione del pm Andrea Maggioni nell’inchiesta sull’accoglienza, che vedeva indagati i rappresentanti ai associazioni e cooperative e alcuni imprenditori che tra il 2018 e il 2020 erano attive nel progetto di accoglienza migranti in provincia di Ferrara.
Nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di truffa allo Stato (per un ammanco complessivo di oltre due milioni di euro) erano finiti anche nomi molto noti, come quelli di don Domenico Bedin, il prete di strada fondatore di Viale K, Paola Castagnotto, assessora ai Servizi alla Persona Sanitari e Sociali nella giunta Sateriale, Chiara Sapigni, assessora ai Servizi sociali sotto Tagliani.
Oltre ai nomi citati, erano indagati Angelo Lucio Bruno, 67 anni, presidente della cooperativa Airone, con sede a Codigoro (incorporata nell’ottobre 2019 nella Matteo 25); Antonio Calzavara, 61 anni, rappresentante della Associazione di promozione sociale Anah; Alessio Calzavara, 31 anni, della cooperativa Eccoci; Daria Tassoni, 50 anni, dell’Hotel Lupa; Ruggero Villani, 49 anni, della Matteo 25, che da febbraio 2020 si chiama Azioni, e presidente della cooperativa Meeting Point; Nicola Zamorani, 48 anni, titolare dell’Agriturismo La Torre del Fondo; Adelina De Luca, 72 anni, della cooperativa Una Vita da Mediano, con sede a Medolla (Mo).
In tutto gli indagati erano tredici e per dieci di loro ogni accusa ora viene a cadere. Per Thomas Atongi Kuma, della Vivere Qui fino al 5 dicembre 2018, Success Kalu Nganshui, 33 anni, succeduto a quest’ultimo dal 6 dicembre 2018 al 27 febbraio 2021, e per Marco Callegaro, 44 anni, della cooperativa Un Mondo di Gioia, la procura procederà separatamente.
Il gip, nelle sue motivazioni, sottolinea che ritiene “pienamente condivisibili le argomentazioni offerte dalla pubblica accusa” e “ritenuta la infondatezza della notizia di reato” procede all’archiviazione “alla luce degli interrogatori degli indagati e della documentazione dagli stessa prodotta”.
“Fin da subito abbiamo voluto chiarire gli aspetti di legittimo dubbio che potevano avere gli inquirenti – commenta uno degli avvocati della difesa, Giampaolo Remondi -, chiedendo di essere sentiti in procura e producendo una documentazione approfondita sull’utilizzo dei soldi pubblici in favore dell’accoglienza”. E questo, si rammarica il legale, “nonostante da più parti siano giunti commenti che traevano conclusioni troppo affrettate senza considerare che le indagini erano ancora allo stato embrionale”.
“Grande soddisfazione” anche per l’avvocato Riccardo Caniato: “eravamo certi che grazie agli interrogatori e agli approfondimenti documentali che abbiamo presentato avremmo chiarito ogni contestazione”.
Tocca poi a don Domenico Bedin togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di chi aveva esultato per il suo coinvolgimento e lo aveva già condannato senza attendere l’esito delle indagini: “ce lo aspettavamo questo finale, ma sono molto contento perché ora il sindaco Alan Fabbri e la sua giunta dovrebbero onorare la scommessa che avevo lanciato e far costruire un dormitorio”.
Oltre a questo “mi aspetto delle scuse – continua -, non solo verso di me ma anche verso tutte le realtà associative e cooperativistiche che sono state infangate senza motivo. Noi lavoriamo con molta fatica, ci mettiamo a disposizione della società ed essere giudicati, e condannati, prima ancora di un processo non lo trovo giusto né dignitoso”.
“E se le scuse – conclude -, come temo, non dovessero arrivare, almeno questa vicenda serva di lezione a sindaco e a chi come lui utilizza fuori luogo parole che pesano”.
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