L’ultimo concerto degli Strike infiamma la Darsena: in 3mila per l’addio alla band ferrarese
Una serata tra memoria, politica e punk. Sul palco anche Paul Simonon dei Clash per una "Guns of Brixton" da ricordare
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Il capolavoro di Vancini è il miglior film restaurato, nell'anno del centenario della nascita del regista ferrarese
Il furto nella notte tra sabato e domenica nell'Ipercoop di via Ada Negri. Ora indagano i carabinieri
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Era entrata in ospedale, a Cona, per dare alla luce suo figlio il 26 agosto. Dopo due giorni il parto e il dramma. Il bimbo nasce morto. I genitori, una coppia di 36 e 35 anni che vive in provincia di Ferrara, ha denunciato l'equipe medica che ha assistito la donna
Portomaggiore. Nel pomeriggio di ieri (mercoledì 29 novembre) i Carabinieri della Compagnia di Portomaggiore hanno arrestato e collocato agli arresti domiciliari un cittadino italiano, dando esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Ferrara su richiesta degli stessi militari.
L’uomo, già colpito dal settembre scorso dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, emesso dalla autorità giudiziaria estense per arginare la sua condotta molesta e violenta nei confronti della ex compagna, recentemente ne aveva violato le prescrizioni, provando ad avvicinarsi alla donna e ai luoghi frequentati dalla stessa.
Le conseguenti segnalazioni dei Carabinieri hanno indotto il gip a disporre gli arresti domiciliari dell’uomo quale aggravamento della misura cautelare in atto, che non era bastata a tenere l’indagato lontano dalla sua vittima.
L’Arma invita tutte le vittime di violenza a “rivolgersi con fiducia alle Stazioni dei Carabinieri per denunciare i fatti subiti che, talvolta, rendono un vero e proprio inferno la vita delle vittime. Le azioni di contrasto, ricordano inoltre i Carabinieri, non si limitano alla sola denuncia ed ai conseguenti aspetti di repressione penale, ma passano attraverso l’immediata attivazione della complessa rete istituzionale di contrasto alla violenza di genere, che prevede concreti interventi di assistenza, come il collocamento della vittima presso una struttura protetta, anche assieme ai figli minori”.
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