Blitz dei ladri al Castello: svaligiata la gioielleria
Il furto nella notte tra sabato e domenica nell'Ipercoop di via Ada Negri. Ora indagano i carabinieri
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L'invito dei familiari: niente fiori, ma un contributo alla ricerca sulla Sla
Era entrata in ospedale, a Cona, per dare alla luce suo figlio il 26 agosto. Dopo due giorni il parto e il dramma. Il bimbo nasce morto. I genitori, una coppia di 36 e 35 anni che vive in provincia di Ferrara, ha denunciato l'equipe medica che ha assistito la donna
Stava urlando contro i passanti ed era in evidente stato di alterazione. Alcuni di loro, spaventati, hanno chiamato le forze dell'ordine e sul posto, in zona centro a Ferrara, sono arrivate due volanti della Polizia di Stato e un'ambulanza
Le consulenze e le attività retribuite che Vittorio Sgarbi ha esercitato mentre era sottosegretario alla Cultura non costituiscono un danno erariale. La Corte dei Conti ha assolto il critico d'arte ferrarese chiamato in causa proprio dall'ex Ministero di appartenenza
È stato assolto anche dal reato di rapina, ieri (lunedì 27 novembre) derubricato in violenza privata, il 50enne albanese che era stato portato davanti al tribunale dall’ex moglie, connazionale e coetanea, che lo aveva denunciato per un episodio dell’estate 2021, quando lui – secondo il racconto fornito dalla vittima – le aveva strappato il cellulare di mano per controllarlo.
I fatti inizialmente denunciati risalivano al 20 luglio. Lui l’aveva incontrata per strada e aveva appena appoggiato a terra la bicicletta. A quel punto – secondo quanto lei inizialmente aveva raccontato agli inquirenti – l’aveva minacciata dicendole “ti faccio pagare per tutto quello che mi hai fatto”. Poi disse che l’uomo l’aveva strattonata con forza per un braccio facendola cadere addosso alla bicicletta a terra, prendendole il telefonino che teneva in mano, prima di darsi alla fuga. La caduta le aveva provocato delle escoriazioni, con prognosi di tre giorni.
Inoltre, secondo il castello accusatorio, il 50enne aveva molestato più volte la moglie telefonandole e inviandole diversi messaggi su WhatsApp e Facebook e presentandosi presso il suo luogo di lavoro, insultandola, chiedendole insistentemente di riallacciare la relazione sentimentale e minacciandola di ucciderla qualora l’avesse vista in compagnia di un altro uomo.
Atteggiamenti che le avrebbero provocato – a suo dire – uno stato d’ansia e l’avrebbero costretta a cambiare le sue abitudini di vita, come limitare gli spostamenti fuori di casa
Per quei fatti, nella scorsa udienza, l’uomo era già stato ritenuto innocente dalle accuse di stalking e lesioni, dal momento che – sentita in aula, durante il controesame della difesa – la donna si era contraddetta più e più volte rispetto a quanto aveva reso inizialmente nelle sommarie informazioni testimoniali rilasciate ai carabinieri, decidendo così di ritirare la querela.
Lo stesso però non era stato possibile farlo per la rapina, trattandosi di un reato procedibile d’ufficio.
Motivo per cui il processo è proseguito fino all’udienza di ieri, quando il legale dell’uomo, l’avvocato Alessandro D’Agostino, ha chiesto e ottenuto la derubricazione dell’accusa in violenza privata, consentendo così alla donna di rimettere la denuncia e al tribunale di assolvere l’uomo.
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