Codigoro
26 Novembre 2023
In una sala gremita si è chiuso il sipario sullo spettacolo culturale, organizzato dall'Amministrazione Comunale e dall'Udi di Codigoro, con una moltitudine di partners istituzionali e del mondo del volontariato, per lanciare un segnale forte contro la violenza di genere

Mai più femminicidi: tanti uomini sul palco del teatro Arena con istituzioni e al mondo del volontariato

di Redazione | 4 min

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Codigoro. Con l’appello corale “Mai più femminicidi”, ieri mattina si è chiuso il sipario del teatro comunale “Arena” sullo spettacolo culturale, organizzato dall’Amministrazione Comunale e dall’Udi di Codigoro, con una moltitudine di partners istituzionali e del mondo del volontariato, per lanciare un segnale forte contro la violenza di genere.

In una sala gremita di studenti del Polo Guido monaco di Pomposa, le autorità locali hanno preso la parola davanti ad una panchina rossa, simbolo del sangue versato dalle 107 uccise dall’inizio del 2023 per mano di uomini, gran parte dei quali vicini alla sfera delle relazioni familiari.

“Amare non ha nulla a che fare con violenza, minacce e possesso. Sembra sia diventato un diritto contestare una donna se è andata ad una festa. La parola coraggio – ha dichiarato la sindaca Sabina Alice Zanardi -, significa agire con il cuore ed è quella che ci dà la forza per affrontare pericoli ed ostacoli ed è quella che serve a chi ci sta accanto per continuare a starci vicino. Proviamo tutti insieme ad avere coraggio, ad essere coraggiosi e a provare ad abbattere il muro dell’omertà e dell’indifferenza, indignandoci tutti insieme di fronte alla violenza, provando empatia per le vittime. Cerchiamo tutti assieme di cambiare le cose, tutti assieme possiamo farcela. Abbattiamo i muri dell’indifferenza”.

La consigliera regionale Marcella Zappaterra, elencando i numeri di quella che è divenuta una vera e propria piaga sociale e culturale, che devasta società, famiglie, istituzioni, che ogni anno incrementano le risorse per contrastare la violenza di genere, ha eccepito che “non può più essere la guerra dei numeri. Il nostro obiettivo deve essere zero femminicidi, zero vittime di violenza. Avremo vinto questa battaglia quando non avremo più uomini violenti, che non sopportano la libertà delle donne, la loro autonomia, il loro spirito critico, la loro volontà di vivere la loro vita come meglio credono. Abbiamo capito che non possiamo affrontare da sole noi donne questa sfida culturale. Abbiamo bisogno di abbattere il muro del silenzio, che spesso è quello che non ci fa fare il salto culturale. Abbiamo bisogno di voi giovani e di voi uomini perchè le cose possano finalmente cambiare. Gli uomini devono avere il coraggio di schierarsi con noi”.

La dirigente scolastica del Polo Guido monaco di Pomposa, Angela Lucibello si è soffermata sull’azione strategica del proprio istituto, azione tesa a mettere al centro la persona, anche attraverso progetti ed iniziative capaci di educare alle emozioni, alle relazioni, alla sessualità consapevole, all’affettività e alla corporeità. “La persona è al centro e più che di femminicidio, parlerei di donnicidio, nell’ottica della prevenzione, per ripristinare i valori fondamentali, che altrimenti rischiano la deriva”.

La direttrice del distretto sanitario sud est dell’Ausl, Rita Maricchio, parlando di bel colpo d’occhio, rappresentato dal gran numero di ragazze e ragazzi in sala, simbolo di speranza e del futuro della società, ha posto l’accento sul dato numerico, che sfiora le 500 unità, delle donne che, negli ultimi giorni si sono rivolte ai servizi di emergenza dopo il caso di Giulia Cecchettin. “Ha sconvolto tutti ed è giusto che ci sconvolga – ha commentato Maricchio – e quindi bisogna continuare a fare rumore e a non stare in silenzio, a fare rumore per non lasciarsi anestetizzare dai numeri”.

L’assessora alle pari opportunità, Graziella Ferretti ha ringraziato tutte le autorità sul palco, il pubblico in platea e l’estesa rete di associazioni che hanno contribuito alla realizzazione dello spettacolo culturale. “Abbiamo bisogno di rompere schemi culturali – ha dichiarato l’assessora Ferretti -; dobbiamo chiedere agli uomini di assumere e di mantenere l’impegno costante a rompere una cultura che è patriarcale e maschilista, che non la si vede, ma la si percepisce anche attraverso le parole”.

A condurre lo spettacolo è stato chiamato Simone Matteucci, speaker di Radio Sound.

Presenti sul palco anche il Tenente Colonnello Luca Treccani e il Luogotenente Giovanni Guagliumi, rispettivamente comandante della compagnia Carabinieri di Comacchio e comandante della stazione Carabinieri di Codigoro, il Luogotenente Aniello D’Angelo, vice comandante della Tenenza della Guardia di Finanza di Codigoro, il Sovrintendente Massimo Beccari, in rappresentanza del Distaccamento della Polizia Stradale di Codigoro, la Commissaria Tiziana Mantovani della Polizia Locale Terre del Delta, la sindaca di Goro, Marica Bugnoli, la vice sindaca di Mesola Elisa Bellini e il presidente del Consiglio Comunale di Codigoro, Elia Mantovani.

Tra esibizioni di danza, sketch, riflessioni, pensieri ispirati a fatti di cronaca o a ricordi, tanti uomini si sono alternati sul palco, in rappresentanza delle seguenti istituzioni: Comune di Codigoro (assessori e presidente del Consiglio Comunale), Gruppo artistico mezzogorese, Gruppo fotoamatori di Codigoro, Atletic Studio’s Asd Codigoro, Caput Gauri, Lions Club, Associazione nazionale carabinieri, Cowboys del Delta, Anmi di Codigoro, Asd Poldoro, Atletica delta ferrarese, Associazione Volano Borgo Antico, Avis, studenti del Polo Guido monaco di Pomposa, Associazione Il Ponte, Associazione BuonIncontro, Ausl di Ferrara, Circolo nautico Volano di Codigoro, Aido, Avis, Gruppo mandolinistico codigorese, Pronto Amico, Codigoro Bike, polisportiva Capitello, Nuova Sportiva Codigorese, La Fenice Basket, Gad – Amici del teatro.

Si sono esibite in coreografie a tema le seguenti scuole di danza: Hip Hop Missione Africa di Sonia Tarroni, Laboratorio Danza di Emanuela Gatti e Stefania Fogli, La Bottega degli artisti di Sara Parmiani, Progetto Athena di Valentina Marinelli e VL Fusion Lab di Laura Tomasi.

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