Cronaca
25 Novembre 2023
Accolta la richiesta di archiviazione per diciassette indagati. Il pm: "Non portarono concretamente ad un significativo blocco della funzionalità del servizio"

Rallentarono l’attività degli hub vaccinali. Per il tribunale non fu reato

di Davide Soattin | 2 min

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Si erano presentati agli hub vaccinali di Ferrara Fiere e Codigoro assistiti da quelli che dicevano essere i loro legali (un pensionato e una praticante, anche loro finiti sotto inchiesta) per impedire e rallentare il regolare svolgimento delle attività di vaccinazione, piazzandosi davanti alla postazione per l’anamnesi e chiedendo al medico di sottoscrivere un modulo precompilato su presunte difformità tra il vaccino previsto dalle legge e quello proposto dall’Ausl. Il tutto per circa un’ora, costringendo i sanitari a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

Secondo procura e tribunale, però, il loro comportamento non ha costituito alcun tipo di reato.

Il gip Carlo Negri infatti ha accolto la richiesta di archiviazione per i diciassette indagati avanzata dal pm Ciro Alberto Savino, titolare del fascicolo di indagine, dal momento che non “emergerebbe la prova penale della responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio né, a maggior ragione, appare possibile formulare una ragionevole previsione di condanna” sia per quanto riguarda i reati di interruzione di un ufficio, servizio pubblico o servizio di pubblica utilità in concorso che quello di esercizio abusivo della professione.

Secondo il sostituto procuratore infatti, per quei fatti avvenuti tra il 10 agosto e il 28 ottobre 2021, le diciassette persone indagate – difese dagli avvocati Pasquale Longobucco, Emanuele Fusi e Andrea Massalin – avrebbero sì arrecato “notevole disturbo” agli hub vaccinali con “discussioni e battibecchi col personale sanitario operante” senza però andare “oltre 10/15 minuti alla volta, venendo in ogni occasione invitati a mettersi in disparte in attesa di un incontro con il personale degli affari legali o il dirigente del reparto, cosa cui ottemperavano”.

“Pur comportando il momento blocco dell’attività della singola postazione per l’anamnesi e il consenso informato del vaccino” prosegue il pm Savino, i diciassette non hanno però “concretamente portato ad un significativo blocco della funzionalità del servizio, come può peraltro desumersi dai tabulati sull’andamento dell’attività vaccinale nei singoli giorni in esame”. Ma non solo, la vaccinazione di tutti i cittadini è “regolarmente proseguita nelle altre postazioni anche durante la temporanea alterazione della funzionalità di quella presidiata dagli indagati“.

Quanto al reato di esercizio abusivo della professione, contestato a un avvocato in pensione e a una praticante, che avrebbero accompagnato le persone durante il tentativo di bloccare gli hub, il pm ha deciso la depenalizzazione a usurpazione di titoli, comunque suscettibile di sanzione disciplinare, “non avendo essi posto in essere atti giudiziari o comunque tipici e caratteristici della professione forense, ma esclusivamente una discutibile e censurabile spendita del titolo senza la vera e propria esecuzione di attività che costituiscono la prerogativa del professionista avvocato“.

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