Lettere al Direttore
25 Novembre 2023

Gaza. “Vi prego: fermatevi!”

di Redazione | 2 min

Gentilissi signori

alla luce di quello che stiamo vivendo e per quel che ci è dato sapere, è con profondo dolore e rammarico che mi sorge una domanda angosciante e la rivolgo a voi: perché?

Perché un popolo che ha subito la più umiliante e terribile delle atrocità, un popolo senza patria, un popolo che ha trovato un suo luogo dove identificarsi come “paese” e crescere le sue origini, perché non può riconoscere il diritto all’esistenza di altri disperati al par loro.

Se quel che ci è dato conoscere della storia d’Israele e della Palestina è verità, perché non possono esistere due stati liberi in una terra che può ospitare entrambi?

Forse è nella malefica natura umana nutrire odio e sopraffazione rispetto a chi si ritiene “inferiore”, per numero o ancor peggio per religione?

Non è umanamente accettabile e condivisibile ciò che sta accadendo, sia dall’una che dall’altra parte.

Sono state infrante delle regole ben precise e condivise da entrambe le parti, ma ora c’è “il gioco al massacro” con la regola del “tanto peggio…”!

No! non lo accetto!

Più di una generazione ha pagato il genocidio della Shoah ed ora ci si rende responsabili di altrettanta atrocità rivolta ad un popolo vicino… a quale scopo.. qual è l’obiettivo finale?

Sopravvivereranno da entrambe le parti solo generazioni cresciute nella sofferenza e nell’odio!

“Civili”, li chiamano “civili”, per non dire poi “effetti collaterali”…. tutto ciò non ha niente di umano.

Chiamiamoli col loro nome, madri padri bambini nonni zii cugini… famiglie che abbiamo visto salire su treni maledetti…. e ora in tutta questa carneficina mancano solo i treni, ma la direzione è sempre la stessa, si va verso il massacro di un intero popolo!

No! Non vi giustifico!

In nome dell’umanità che ora vi giudica e la storia che giudicherà questo ennesimo genocidio vi prego: fermatevi!

Ferdinando Tieghi

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