Grattacielo: “Si aspettava solo la miccia”
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
"Il fatto che non si siano trovate soluzioni è abbastanza surreale". L'ex ministro Andrea Orlando (Pd) a Ferrara per parlare di sviluppo economico del territorio interviene brevemente anche sullo sgombero del Grattacielo
Riceviamo e pubblichiamo integralmente le dure critiche rivolte al sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, dai Volontari e Volontarie Comitato Torri ABC Grattacielo, che contestano le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal primo cittadino in merito alla situazione del Grattacielo e alle operazioni di sgombero
"Evitiamo di dire che va tutto bene, nel nostro paese ci sono crisi industriali spesso non presidiate dal governo ed è molto importante portarle all'attenzione". È da qui che Andrea Orlando (Pd) parte nel delineare la situazione economica italiana e ferrarese
Dopo lo sgombero delle torri A e C del Grattacielo, concluso giovedì 12 febbraio, la tensione si è spostata dai piani dell'edificio ai social network. Al centro della polemica, due fotografie pubblicate dal sindaco Alan Fabbri nei commenti al proprio post serale
Peggio di prima. L’ultima riunione del Tavolo per l’Alternativa ha visto le posizioni già distanti all’interno del campo largo del centrosinistra esacerbarsi.
Ormai si contano due schieramenti quasi “l’un contro l’altro armato”. Schierati, e impuntati, sul nome di Fabio Anselmo sono Anna Ferraresi del Gruppo misto, Sinistra per Ferrara, Movimento 5 Stelle e Rifondazione comunista.
Verdi e Azione cercano di bagnare le polveri di possibili fuochi incrociati: nulla in contrario al nome dell’avvocato, ma se è necessario si può cercare un terzo profilo che metta d’accordo tutti.
Sergio Golinelli di Avs, Roberta Fusari di Azione civica, Dario Maresca di Ferrara Bene Comune, Mario Zamorani di +Europa, Possibile e Socialisti convergono su Laura Calafà.
Italia Viva, già uscita dal Tavolo, incontrerà nei prossimi giorni la professoressa universitaria. Un incontro conoscitivo non necessariamente funzionale alla candidatura.
In mezzo c’è il Partito democratico, chiamato più volte a esprimere una propria preferenza e che fino ad oggi, con i suoi segretari – quello provinciale Nicola Minarelli e quello comunale Alessandro Talmelli – ha cercato di non imporre una propria scelta come fu nel 2019.
Si è ragionato anche su eventuali primarie. Ma qui si frappongono già due ostacoli: non è detto che i papabili siano disponibili e non è scontato che tutti i partiti e tutte le associazioni della ipotetica coalizione ci stiano.
Dalla riunione è emersa anche la proposta di incontrare separatamente i due candidati.
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