Arrivano importantissime novità dal progetto per la costruzione della centrale biometano di via Ponte Assa, a Villanova. Nei giorni scorsi infatti, attraverso una determina, Arpae ha concesso una proroga di tre anni per l’inizio dei lavori su richiesta della ditta costruttrice ApisFe1.
Inizialmente previsti entro il 10 novembre 2023, quindi, i lavori hanno ora come nuovo termine per il via alle operazioni di cantiere quello del 10 marzo 2026, ovvero entro tre anni dall’inoppugnabilità del provvedimento autorizzatorio n. DET-AMB-2022-5758 del 10 novembre 2022.
E conseguentemente dovranno terminare entro tre anni dal momento dell’inizio dei lavori.
La richiesta di proroga, la società ApisFe1, l’ha avanzata in data 1° marzo 2023, spiegando – si legge nella determina – che “allo stato attuale non risulta possibile rispettare il termine di un anno per l’inizio dei lavori, così come stabilito nel provvedimento autorizzativo”.
Questo perché “è intenzione dello scrivente – recita il documento – usufruire del sistema di incentivazione per questa tipologia di impianti, di recentissima emanazione, il quale prevede regole particolarmente stringenti in ordine all’inizio dei lavori. L’eventuale inserimento in graduatoria dello scrivente – fanno sapere – sarà noto allo stesso solo nel mese di giugno 2023. Di conseguenza, risulta evidente la scarsità di tempo a disposizione per poter procedere ad incaricare le imprese al fine di avviare i lavori entro il termine stabilito”.
“Qualora Apis non fosse ammessa all’incentivazione nella prima procedura di selezione” come successo, dal momento che al primo bando (quello di giugno appunto) non ha preso parte, “l’esito della seconda – spiegano i responsabili della ditta – è stabilito solo successivamente al termine per l’inizio dei lavori attualmente vigente (10 novembre 2023)”.
La seconda procedura è stata infatti aperta dal 14 luglio al 12 settembre e le graduatorie dovrebbero essere rese note a metà dicembre, visti i circa 90 giorni necessari alla Gse (Gestore dei Servizi Energetici) per fare le sue valutazioni: da qui la necessità di avere più tempo a disposizione.
Successivamente, la ditta evidenzia anche come sussistano “difficoltà nel reperire materiali e apparecchiature necessari per la realizzazione dell’impianto. In considerazione dell’incremento del numero di progetti finalizzati alla realizzazione di impianti per la produzione di biometano è ragionevolmente presumibile che dette difficoltà non potranno che aggravarsi“.
“In ogni caso, si deve tenere presente – conclude ApisFe1, elencando l’ultima delle motivazioni che l’hanno condotta alla richiesta di proroga – che allo stato attuale sono pendenti talune attività volte a finalizzare la progettazione esecutiva, dovendo altresì tenere conto degli accordi che dovranno essere conclusi con le amministrazioni competenti, come ad esempio la convenzione con Comune e Provincia di Ferrara”.
Infine Arpae, tramite la dottoressa Gabriella Dugoni, dirigente del Servizio Autorizzazioni e Concessioni, fa comunque sapere, al netto della proroga concessa, che “restano ferme tutte le prescrizioni, condizioni, raccomandazioni comunque denominate contenute nell’atto di autorizzazione alla realizzazione dell’impianto”.
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