Cronaca
7 Novembre 2023
Prima udienza dibattimentale davanti al giudice Marco Peraro. Imputate cinque persone per le presunte anomalie strutturali riscontrate nei lavori di adeguamento del Paolo Mazza

Lavori allo stadio. In aula i rapporti tra Tassi, Gielle e Piemme Group

di Davide Soattin | 2 min

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Prima udienza dibattimentale ieri (6 novembre) in tribunale a Ferrara per il processo nato dalle presunte anomalie strutturali riscontrate nei lavori di adeguamento allo stadio Paolo Mazza effettuati nel 2018 e portati alla luce nel 2019 con l’inchiesta della guardia di finanza che, coordinata dalla pm Barbara Cavallo, oggi vede imputate cinque persone.

Alla sbarra ci sono finiti Giuseppe Tassi, capo dell’azienda Tassi Group, capofila del progetto, e difeso dagli avvocati Giulio Garuti e Paolo Loberti, e il progettista e direttore dei lavori Lorenzo Travagli, entrambi con l’accusa di frode nelle pubbliche forniture. Con loro Domenico Di Puorto e Adelino Sebastianutti, amministratori di fatto di Gielle e Piemme Group, la cui condotta avrebbe sollevato gli altri due amministratori di diritto delle società, per lo stesso capo d’accusa.

A questi si aggiunge il collaudatore Fabio Chiogna, difeso dall’avvocato Vincenzo Bellitti, accusato di falso commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico per aver attestato la conformità dei lavori della curva Est, nonostante secondo la Procura c’erano sufficienti evidenze per prendere decisioni differenti.

Al centro dell’udienza di ieri ci sono stati i rapporti tra le tre società finite in tribunale: la Tassi Group, la Gielle e la Piemme Group. Nello specifico sono stati sentiti due testimoni appartenenti alla Manni Sipre, un’azienda fornitrice di opere di carpenteria, e il locatore di un capannone in cui stava la Gielle che, secondo quanto ritenuto dalla Procura, sarebbe una società interposta fittizia tra il blocco rappresentato dalla Tassi e dalla Piemme Group e quello della Manni Sipre.

Al termine, il giudice Marco Peraro ha rinviato all’8 gennaio, quando saranno sentiti tre testimoni che ieri non sono comparsi in aula, calendarizzando anche le successive udienze, quelle del 22 gennaio, 19 febbraio e 4 marzo.

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