Cronaca
28 Ottobre 2023
È il compito che spetta all'anatomopatologo Roberto Testi tramite l'analisi di alcuni organi vitali estratti durante l'autopsia sul corpo del 42enne ucciso nel bar di via Bologna

Omicidio Big Town. Un consulente per individuare il colpo letale inferto a Buzzi

di Davide Soattin | 2 min

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Avrà un compito delicato e determinante il professore Roberto Testi, anatomopatologo della medicina legale di Torino, incaricato dalla pm Barbara Cavallo della Procura di Ferrara per effettuare una consulenza con cui dovrebbero essere attribuite in maniera definitiva le responsabilità dell’uccisione di Davide Buzzi, massacrato al bar Big Town di via Bologna nella serata del 1° settembre.

Attraverso l’esame di alcuni organi vitali estratti e conservati dall’autopsia sul corpo della vittima, infatti, lo specialista dovrà individuare se ad uccidere il 42enne siano stati i colpi inferti da Mauro Di Gaetano, titolare del locale, o da suo padre Giuseppe, entrambi attualmente indagati per l’omicidio di Buzzi e quello tentato di Piccinini, mentre restano detenuti nel carcere di via Arginone.

Gli esiti della consulenza saranno prossimamente depositati e andranno a integrare, insieme alle risultanze provenienti dal sopralluogo dei Ris di Parma, quanto già ha relazionato il genetista Matteo Fabbri, il cui lavoro si era basato sull’analisi dei profili genetici presenti sugli elementi repertati durante le indagini.

Contestualmente proseguono gli accertamenti informatici da parte dei carabinieri sui telefoni cellulari sequestrati ai Di Gaetano, Buzzi e al 21enne Lorenzo Piccinini, oggi ancora agli arresti domiciliari. Proprio l’ipotesi del reato di tentata estorsione contestata a quest’ultimo ha trovato un primo riscontro dallanalisi dei messaggi tra lui e Buzzi. Non solo sarebbe emersa l’organizzazione del raid al bar da parte dei due, ma anche la piena consapevolezza del giovane di essere coinvolto nel tentativo di chiedere i 3mila euro al gestore del locale, dietro la minaccia di dar fuoco al Big Town.

Intanto, nei giorni scorsi, dopo un mese e mezzo da quei tragici fatti, il locale è stato dissequestrato e prossimamente sarà incaricata una ditta di pulizie per ripulirlo dalle tracce di sangue e di materiale biologico rimaste lì da quella sera di inizio settembre. Una cosa però è certa: quella chupiteria, punto di ritrovo della movida ferrarese, non riaprirà mai più.

Infine, il fratello della vittima, Alessandro Buzzi, è stato raggiunto da un foglio di via obbligatorio da Ferrara. A emetterlo, nei suoi confronti, il questore Salvatore Calabrese a seguito dell’atto vandalico che, lo scorso 3 ottobre, aveva compiuto ai danni della vetrina del locale, infranta dopo aver violato i sigilli. Poi, non contento, la sera stessa, accompagnato dalla madre, si era recato al pronto soccorso dell’ospedale del Delta di Lagosanto dove, nello scaricare la sua rabbia, aveva danneggiato gli arredi del pronto soccorso.

 

 

 

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