Referendum Giustizia, vittoria del NO
I primi risultati del referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia dopo un'ora dalla chiusura delle urne confermano già la vittoria del NO
I primi risultati del referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia dopo un'ora dalla chiusura delle urne confermano già la vittoria del NO
Serata movimentata quello dello scorso 21 marzo in piazza Travaglio, dove una lite tra madre e figlia è finita con un arresto e l'intervento dei carabinieri di corso Giovecca
Tentativo maldestro di fotografare la propria scheda elettorale durante il voto, ma il suono dello smartphone ha reso tutto evidente. L’episodio si è verificato ieri in un seggio della frazione ferrarese di Fossanova San Marco
Attimi di grande apprensione nella mattinata di ieri, sabato 21 marzo, a Pontelagoscuro, dove una donna di ottant'anni è stata colta all'improvviso da un malore mentre si trovava in auto con la figlia
Tragedia nel primo pomeriggio di domenica 22 marzo a Bondeno, lungo la strada provinciale che conduce a Scortichino. Un uomo di 34 anni, Alessandro Pancaldi (classe 1991), ha perso la vita in un violento incidente stradale avvenuto a pochi metri dalla propria abitazione
L’avrebbero ospitata nella loro casa, costringendola con violenza e minacce a prostituirsi per guadagnarsi da vivere e ripagarli della loro accoglienza. È l’accusa di cui ora devono rispondere marito e moglie, entrambi di nazionalità nigeriana, finiti a processo per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, aggravati e in concorso, ai danni di una loro connazionale, oggi 26enne.
Secondo il castello accusatorio, i fatti risalgono al periodo compreso tra l’agosto 2016 e il febbraio 2017, quando la presunta vittima, che a quel tempo aveva 19 anni, aveva deciso di attraversare il mar Mediterraneo dopo aver lasciato la Nigeria, imbarcandosi in uno dei tanti viaggi della speranza, tra violenze di ogni tipo, abusi sessuali e riti vodoo, costato alla sua famiglia un indebitamento di circa 26mila euro che lei avrebbe ripagato svolgendo l’attività di sarta in Italia.
Una volta arrivata, però, la realtà fu ben diversa dalle aspettative iniziali. Ospitata da questa coppia di nigeriani in un’abitazione nel quartiere Barco, la giovane sarebbe stata – secondo la Procura – sfruttata al fine di ottenere in maniera sistematica il provento della sua attività con i clienti, fornendole sia vitto che alloggio, oltre che protezione e vigilanza sui luoghi della prostituzione contro eventuali aggressioni da parte di malintenzionati o controlli delle forze dell’ordine.
La vicenda proseguì fino al febbraio 2017 quando, una sera come tante altre, la ragazza riuscì a venire a contatto con l’unità di strada del Centro Donna Giustizia che riuscì a salvarla da quell’inferno, poi denunciato agli uomini della polizia di Stato negli uffici della Questura, non senza qualche paura e preoccupazione delle ripercussioni per quel debito che, senza più i proventi in parte provenienti dalla sua prostituzione, i suoi genitori non sarebbero riusciti a ripagare.
La prossima udienza è fissata al 21 marzo, quando la vittima – ieri (26 ottobre) assente, sarà chiamata a raccontare in aula, davanti al collegio del tribunale – presidente Piera Tassoni, con a latere i giudici Marco Peraro e Carlotta Franceschetti – la propria versione dei fatti.
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