Attualità
14 Ottobre 2023
Livello di allerta alzato in città. Il capo della comunità ebraica ferrarese: "Stiamo vivendo questa situazione, per quanto difficile, in maniera normale, anche grazie alla sorveglianza continua di polizia e carabinieri"

Israele, annullato Monumenti Aperti in sinagoga. Il rabbino: “Il futuro porterà numerosi lutti”

di Davide Soattin | 2 min

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Dopo l’escalation del conflitto tra Israele e Hamas, anche a Ferrara – così come su tutto il territorio nazionale italiano – è stato alzato il livello di allerta per quanto riguarda monumenti e luoghi di culto ritenuti sensibili, con particolare attenzione a quelli frequentati dalla nutrita comunità ebraica ferrarese, su disposizioni del tavolo convocato in Prefettura.

Attualmente – è bene sottolinearlo – non sono emerse specifiche criticità per quanto riguarda l’ordine pubblico, anche se non mancano le precauzioni, alcune già adottate nelle scorse ore.

È il caso dell’annullamento dell’evento Monumenti Aperti Ferrara 2023 presso la sinagoga di via Mazzini. L’appuntamento, organizzato da Ferrara Off Teatro e in programma nella giornata di domenica 22 ottobre, avrebbe portato turisti e visitatori nel tempio, ma la comunità ebraica ha deciso di cancellare l’iniziativa “a seguito della crescente tensione internazionale” nella “speranza” di poter aprire le porte dell’edificio “nella prossima edizione e in un futuro di pace“.

“Stiamo vivendo questa situazione, per quanto difficile, in maniera normale, anche grazie alla sorveglianza continua di polizia e carabinieri” ha affermato il rabbino Luciano Caro, che preferisce non commentare le parole pronunciate da Moni Ovadia. “Ci è stato chiesto di fare attenzione – ha aggiunto – e di telefonare subito alle forze dell’ordine, che ringrazio, se dovessimo notare qualcosa di strano o che ci insospettisce, ma per il momento non ne abbiamo fortunatamente avuto necessità“.

“Ovviamente – ha concluso – nutriamo grossa preoccupazione per quello che sta succedendo in Israele, che è al di fuori di ogni forma di umanità. È un odio sfrenato da parte di terroristi, che non saprei neanche come definire, che non difendono il problema dello Stato di Palestina, ma riversano un odio feroce e inspiegabile verso gli ebrei in quanto tali. Siamo perplessi e sgomenti per il futuro, soprattutto perché ciò porterà a una quantità enorme di lutti da entrambe le parti”.

 

 

 

 

 

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