Scossa di terremoto nella notte nel Ferrarese: magnitudo 2.3 vicino a Vigarano Mainarda
Una lieve scossa di terremoto è stata registrata nella tarda serata di lunedì 23 marzo nel territorio ferrarese
Una lieve scossa di terremoto è stata registrata nella tarda serata di lunedì 23 marzo nel territorio ferrarese
Tentativo maldestro di fotografare la propria scheda elettorale durante il voto, ma il suono dello smartphone ha reso tutto evidente. L’episodio si è verificato ieri in un seggio della frazione ferrarese di Fossanova San Marco
Da una parte l'auto parcheggiata in divieto di sosta, dall'altra la presenza di un'anomalia, un avvallamento, sull'asfalto. Sono questi i due elementi su cui, all'udienza di ieri (lunedì 23 marzo) mattina, è stato sentito Marco Manservigi, agente della polizia locale Terre Estensi che effettuò i rilievi del sinistro stradale di via Canonici in cui - ad agosto 2023 - morì Alessio Maini
Serata movimentata quello dello scorso 21 marzo in piazza Travaglio, dove una lite tra madre e figlia è finita con un arresto e l'intervento dei carabinieri di corso Giovecca
Attimi di grande apprensione nella mattinata di ieri, sabato 21 marzo, a Pontelagoscuro, dove una donna di ottant'anni è stata colta all'improvviso da un malore mentre si trovava in auto con la figlia
Arriva definitivamente la parola fine sul procedimento per bancarotta che aveva come focus la gestione della Cassa di Risparmio di Ferrara negli anni prima del crac.
Il gip Carlo Negri del tribunale di Ferrara ha infatti accolto le nove richieste di archiviazione avanzate dalla Procura di Ferrara nei confronti degli ex direttori generali Gennaro Murolo e Daniele Forin, dell’ex presidente Sergio Lenzi, degli ex funzionari Davide Filippini e Michele Sette, del responsabile società di revisione Deloitte&Touche Michele Masini, e degli ex rappresentanti di CariCesena Adriano Gentili, Germano Lucchi e Maurizio Teodorani.
Nel dettaglio, il giudice delle indagini preliminari ritiene “pienamente condivisibili le argomentazioni” dei pm, sottolineando che “anche istruendo apposito dibattimento, non emergerebbe la prova penale della responsabilità degli indagati oltre ogni ragionevole dubbio né, a maggior ragione, appare possibile formulare una ragionevole previsione di condanna“.
“Ritenuta, per tanto, l’infondatezza della notizia di reato e, comunque, rilevata l’impossibilità di esprimere una positiva prognosi di condanna, il procedimento va senz’altro definito con provvedimento di archiviazione degli atti” conclude il giudice.
Il provvedimento del tribunale di Ferrara arriva dopo che i sostituti procuratori Stefano Longhi e Barbara Cavallo, titolari del fascicolo di indagine che si è concentrato sulla gestione di Carife nei suoi ultimi anni di vita ‘indipendente’, prima del commissariamento da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze su proposta della Banca d’Italia nel maggio 2013, nella loro richiesta, avevano evidenziato che i nove – almeno sotto il profilo penale – non erano da considerarsi responsabili per lo stato di dissesto che aveva portato prima allo scioglimento degli organi di amministrazione da parte di Bankitalia, fino al crac del 2015 e alla dichiarazione dello stato d’insolvenza certificato dalla sentenza del tribunale di Ferrara del 10 febbraio 2016.
Secondo i pm, dunque, nessuna delle ipotesi accusatorie formulate dalla Guardia di Finanza infatti, alla fine, aveva trovato riscontro: in parte per errori di valutazione da parte degli investigatori, ma anche perché il declino della banca era nato anche da un cambio di regole di controllo a livello europeo, divenute molto più stringenti, a seguito della crisi di quegli anni. Ma non solo: alla luce dell’entrata in vigore della riforma Cartabia, che richiede ora una ragionevole previsione di condanna, la Procura aveva constatato che non c’era abbastanza materiale per contestare condotte penalmente rilevanti a nessuno degli ex amministratori di Carife.
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