Cronaca
14 Ottobre 2023
Il gip mette la parola fine sul procedimento che aveva come focus la gestione della Cassa di Risparmio di Ferrara negli anni prima del crac

Bancarotta Carife. Accolta la richiesta di archiviazione per nove indagati

di Davide Soattin | 2 min

Leggi anche

Centauro morì contro l’auto in divieto. Spunta un’indagine parallela

Da una parte l'auto parcheggiata in divieto di sosta, dall'altra la presenza di un'anomalia, un avvallamento, sull'asfalto. Sono questi i due elementi su cui, all'udienza di ieri (lunedì 23 marzo) mattina, è stato sentito Marco Manservigi, agente della polizia locale Terre Estensi che effettuò i rilievi del sinistro stradale di via Canonici in cui - ad agosto 2023 - morì Alessio Maini

Arriva definitivamente la parola fine sul procedimento per bancarotta che aveva come focus la gestione della Cassa di Risparmio di Ferrara negli anni prima del crac.

Il gip Carlo Negri del tribunale di Ferrara ha infatti accolto le nove richieste di archiviazione avanzate dalla Procura di Ferrara nei confronti degli ex direttori generali Gennaro Murolo e Daniele Forin, dell’ex presidente Sergio Lenzi, degli ex funzionari Davide Filippini e Michele Sette, del responsabile società di revisione Deloitte&Touche Michele Masini, e degli ex rappresentanti di CariCesena Adriano Gentili, Germano Lucchi e Maurizio Teodorani.

Nel dettaglio, il giudice delle indagini preliminari ritiene “pienamente condivisibili le argomentazioni” dei pm, sottolineando che “anche istruendo apposito dibattimento, non emergerebbe la prova penale della responsabilità degli indagati oltre ogni ragionevole dubbio né, a maggior ragione, appare possibile formulare una ragionevole previsione di condanna“.

“Ritenuta, per tanto, l’infondatezza della notizia di reato e, comunque, rilevata l’impossibilità di esprimere una positiva prognosi di condanna, il procedimento va senz’altro definito con provvedimento di archiviazione degli atti” conclude il giudice.

Il provvedimento del tribunale di Ferrara arriva dopo che i sostituti procuratori Stefano Longhi e Barbara Cavallo, titolari del fascicolo di indagine che si è concentrato sulla gestione di Carife nei suoi ultimi anni di vita ‘indipendente’, prima del commissariamento da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze su proposta della Banca d’Italia nel maggio 2013, nella loro richiesta, avevano evidenziato che i nove – almeno sotto il profilo penale – non erano da considerarsi responsabili per lo stato di dissesto che aveva portato prima allo scioglimento degli organi di amministrazione da parte di Bankitalia, fino al crac del 2015 e alla dichiarazione dello stato d’insolvenza certificato dalla sentenza del tribunale di Ferrara del 10 febbraio 2016.

Secondo i pm, dunque, nessuna delle ipotesi accusatorie formulate dalla Guardia di Finanza infatti, alla fine, aveva trovato riscontro: in parte per errori di valutazione da parte degli investigatori, ma anche perché il declino della banca era nato anche da un cambio di regole di controllo a livello europeo, divenute molto più stringenti, a seguito della crisi di quegli anni. Ma non solo: alla luce dell’entrata in vigore della riforma Cartabia, che richiede ora una ragionevole previsione di condanna, la Procura aveva constatato che non c’era abbastanza materiale per contestare condotte penalmente rilevanti a nessuno degli ex amministratori di Carife.

 

 

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com