Politica
13 Ottobre 2023
Il presidente di Ferrara Arte: "Le istituzioni culturali ferraresi hanno il dovere di sostenere il diritto di Israele a esistere"

Ovadia su Israele. Sgarbi chiede rispetto per le vittime e Iv vuole le dimissioni

(Foto di Marco Caselli Nirmal)
di Redazione | 3 min

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Il Presidente di Ferrara Arte Vittorio Sgarbi, “di fronte all’attacco di Hamas contro cittadini israeliani inermi, invoca il rispetto e la necessità del dolore e della condanna di una azione terroristica senza obiettivi militari”. In un momento come questo Vittorio Sgarbi “richiama Moni Ovadia, nel suo ruolo istituzionale, al contegno e alla umana pietà per le vittime innocenti”. Queste sono “posizioni necessarie e preliminari a qualunque riflessione politica”. “Nessuna disperazione e nessuna ragione possono giustificare un’azione così indegna – dice Sgarbi -. Le istituzioni culturali ferraresi hanno il dovere di sostenere il diritto di Israele a esistere. Ogni altra considerazione umana e politica sui diritti dei palestinesi non può essere invocata”. “Ciò’ che genera sconcerto – conclude Sgarbi -, nelle dichiarazioni di Moni Ovadia, è il suo essere ebreo che gli dovrebbe imporre rispetto e pietà per il suo popolo”.

Dello stesso avviso anche Italia Viva Ferrara che definisce “gravissime” le parole di Moni Ovadia e ne chiede inoltre le dimissioni. “Non esiste giustificazione né morale, né storica, né di altra natura, per l’atto terroristico perpetrato da Hamas – dicono in una nota inviata alla stampa -. Esiste in questo frangente un aggressore e un aggredito e Hamas è inequivocabilmente l’aggressore. L’atto terroristico di Hamas ha avuto una valenza ben precisa: mettere sotto attacco quello che rappresentano le democrazie occidentali e che non rispondono alla legge della Sharia. Per Italia Viva la permanenza di Ovadia alla direzione del Teatro Comunale di Ferrara danneggia il buon nome della Città intera”.

Di pochi giorni fa la presa di posizione del senatore Alberto Balboni (Fratelli d’Italia) che aveva definito le parole di Ovadia “un insulto alle vittime” chiedendogli poi di “lasciare il Comunale”.

Parole quelle del direttore del comunale che si inseriscono nel solco di opinioni sempre molto scomode rispetto all’operato del governo israeliano. Proprio nel gennaio di quest’anno il direttore artistico del comunale aveva definito quello di Netanyahu “un governo fascista che massacra i palestinesi”. Pochi giorni fa, sempre Ovadia, aveva invece sostenuto come l’attacco di Hamas fosse frutto “dell’arroganza di Israele”.

Hamas e Netanyahu, secondo Ovadia, si favorirebbero l’un l’altro e oggi la soluzione due popoli due Stati “non è più praticabile per colpa di Israele, l’unica soluzione giusta sarebbe ‘due popoli, uno Stato’ ma è altrettanto impraticabile”. “Israele lascia marcire le cose – ha detto Ovadia in un’intervista ad Adnkronos -, fingendo che il problema palestinese non esiste, per cancellare la stessa idea che i palestinesi esistano; e la comunità internazionale è complice: questi sono i risultati”. Prima di pronunciare queste parole il direttore del Comunale aveva anche sostenuto che “la morte anche di una sola persona, sia essa israeliana o palestinese, è sempre una tragedia e va condannata con tutte le forze”.

Intanto gli ultimi aggiornamenti dicono che il numero delle vittime continua a salire con l’esercito israeliano che assedia la Striscia di Gaza. Secondo quanto ha detto il ministro della difesa continuerà fino a quando non verranno liberati gli ostaggi catturati durante il raid di Hamas. Si tratta di un assedio totale che ha bloccato qualsiasi rifornimento di acqua, cibo, elettricità e carburante e la stessa aviazione israeliana ha dichiarato su Twitter di aver sganciato da sabato 6.000 bombe sulla Striscia di Gaza colpendo 3.600 obiettivi di Hamas.

Il numero di morti totali del conflitto ha già ampiamente superato le tremila persone. Negli ultimi dieci anni solo nel 2014 si erano raggiunte cifre così alte (oltre duemila persone morte) ma in un tempo molto maggiore e comunque questa guerra conta già un numero di vittime che, secondo le ultime stime, ha già superato le 4.300 persone.

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