Cronaca
12 Ottobre 2023
La vicenda è quella di Marco Lelli Ricci, che perse la vita mentre si trovava con i genitori lungo via Nuova, tra Renazzo e Pilastrello. L'avvocato che difende il padre ha chiesto tempo per aspettare un pronunciamento della Corte Costituzionale

Morì con l’auto nella voragine a 15 anni. Slitta l’udienza preliminare

di Davide Soattin | 2 min

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Da una parte l'auto parcheggiata in divieto di sosta, dall'altra la presenza di un'anomalia, un avvallamento, sull'asfalto. Sono questi i due elementi su cui, all'udienza di ieri (lunedì 23 marzo) mattina, è stato sentito Marco Manservigi, agente della polizia locale Terre Estensi che effettuò i rilievi del sinistro stradale di via Canonici in cui - ad agosto 2023 - morì Alessio Maini

Cento. Slitta l’udienza preliminare del processo per la morte del 15enne Marco Lelli Ricci, giovane promessa del basket originario di Granarolo, in provincia di Bologna, deceduto nella serata del 3 aprile 2022, mentre percorreva in auto insieme ai suoi genitori via Nuova, tra Renazzo e Pilastrello, nel territorio centese.

Ieri (mercoledì 11 ottobre) infatti, in tribunale a Ferrara, davanti al gip, l’avvocato Vittorio Galasetti, legale difensore del padre della vittima, oggi imputato poiché alla guida del veicolo, ha chiesto il rinvio dell’udienza in attesa di un pronunciamento da parte della Corte Costituzionale, chiamata prossimamente a esprimersi sulla possibilità di emettere sentenza di non luogo a procedere nei confronti di un congiunto che ha cagionato la morte di un proprio caro.

L’incidente, avvenuto intorno alle 21, vide l’auto finire dentro a una voragine che era stata realizzata durante le operazioni di cantiere, e di cui il conducente della vettura non si sarebbe accorto. Per quel fatto, dopo aver disposto sia la consulenza medico-legale che quella cinematica, oltre che le necessarie verifiche sulle norme sulla sicurezza dei cantieri stradali, la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per sei persone, contestando a tutti il reato di omicidio stradale in concorso, seppur con alcune differenti sfumature.

Per esempio, secondo il castello accusatorio, al padre del ragazzo che si trovava al volante del veicolo viene contestata la velocità di marcia, dal momento che – stando a quanto emerge dalle analisi effettuate – stava percorrendo quel tratto di strada con una velocità pari a 80 km/h, superiore di 30 il limite stabilito dei 50 km/h lungo quello via.

Insieme a lui, imputata anche la ragazza – assistita dall’avvocato Riccardo Ziosi – che era transitata nello stesso tratto poche ore prima, finendo per urtare le transenne che erano state messe a protezione dello scavo, perdendo la targa del mezzo con cui poi i carabinieri, nel corso delle successive indagini, sono riusciti a risalire alla sua persona. A lei oggi la Procura contesta il mancato ripristino della recinzione che era stata precedentemente divelta.

La richiesta di rinvio a giudizio, infine, riguarda anche due funzionari della Provincia di Ferrara – difesi dagli avvocati Massimo Bissi e Luca Esposito – che è proprietaria della strada ed ente appaltante, oltre che i due responsabili dell’azienda che stava operando al cantiere – oggi assistiti dall’avvocato Davide Bertasi – a cui il pm contesta sia l’inosservanza delle norme relative alla sicurezza sul cantiere che la segnalazione dei lavori.

Nella vicenda, parte offesa sono la mamma e il fratello di Marco Lelli Ricci: ad assisterli è l’avvocato Dario Bolognesi.

La prossima udienza è stata ri-calendarizzata per il 21 febbraio.

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