Cronaca
12 Ottobre 2023
L'uomo, un 31enne in provincia di Rovigo, è stato condannato a 3 anni e 2 mesi di pena. Al momento è in carcere ma sono stati avviati i contatti con più di una comunità per la detenzione domiciliare o l'affidamento in prova

Rubò due veicoli, investendo anche un uomo. Ladro seriale patteggia

di Davide Soattin | 2 min

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Ha scelto di patteggiare 3 anni e 2 mesi, risarcendo le parti civili con 1.465 euro, il 31enne residente in provincia di Rovigo, oggi a processo con l’accusa di rapina, lesioni personali e furto aggravato per aver, in una circostanza, rubato un’auto, investendone il proprietario, ed essersi ripetuto dieci giorni più tardi, sempre con lo stesso modus operandi, quando aveva messo a segno un nuovo colpo ai danni di un furgone della ditta Bartolini.

Il primo fatto contestato risale al 19 giugno dello scorso anno quando, approfittando di una Ford Puma lasciata momentaneamente accesa in sosta a bordo strada dal proprietario, che nel mentre stava gettando la spazzatura, l’uomo si era intrufolato nella vettura ed era fuggito alla guida del veicolo lungo via Nazario Sauro, in direzione corso Piave.

In quella circostanza però, davanti a lui, in mezzo alla strada, si parò con le braccia aperte, per indurlo a fermarsi, la persona che era appena stata derubata del mezzo, senza riuscirci. Il 31enne infatti, nel tentativo di scappare, accelerò e lo investì violentemente, ferendolo in maniera importante. L’uomo cadde rovinosamente a terra con numerose abrasioni ai gomiti e agli avambracci, ematomi ed escoriazioni alle ginocchia, a entrambe le caviglie e all’addome e una ferita lacerocontusa al gomito destro: il tutto guaribile in quindici giorni.

Pochi giorni dopo, il 29 giugno, il copione si ripeté quasi allo stesso modo. L’odierno imputato aveva visto scendere dal camion un’autista della ditta Bartolini, che si era portato nel retro del mezzo per controllare un’anomalia. Da lì, la decisione di entrare nell’abitacolo e di impossessarsi del furgonedandosi ancora una volta alla fuga. Per fortuna, in quell’occasione, nessuno venne investito. Dopo qualche chilometro, il camion venne abbandonato e il 31enne si allontanò a piedi, portando però con sé il telefono cellulare e il portafoglio del conducente.

Per quei due fatti, il giudice per le indagini preliminari del tribunale estense aveva disposto il divieto di dimora a Ferrara, poi il tribunale del Riesame di Bologna aveva cambiato la misura in custodia cautelare e ora si trova nel carcere di Rovigo, anche se – fa sapere il suo legale difensore, l’avvocato Enrico Segala – sono stati avviati contatti con più di una comunità per affidarlo in detenzione domiciliare o all’affidamento in prova.

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