Cronaca
10 Ottobre 2023
L'uomo è accusato di violenza privata, minacce, percosse e lesioni aggravate. In una circostanza l'avrebbe messo anche le mani addosso e le avrebbe causato ferite guaribili in dieci giorni

Botte alla moglie e riti vodoo. La Procura chiede nove mesi per un 35enne

di Davide Soattin | 1 min

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La Procura di Ferrara ha chiesto nove mesi di reclusione per un 35enne di nazionalità camerunense, accusato di violenza privata, minacce, percosse e lesioni aggravate nei confronti della moglie, coetanea e connazionale, che avrebbe minacciato di cacciare di casa per poi, in un’occasione, metterle anche le mani addosso, spingendola contro il muro e causandole ferite guaribili in dieci giorni.

I fatti risalgono al luglio 2019 e si sarebbero verificati in provincia di Ferrara, dove la coppia – insieme a due figli minorenni – viveva, non senza qualche problematica, un rapporto che sarebbe sfociato anche nelle pratica di riti vodoo reciproci, tant’è che lui avrebbe riferito di aver trovato nella loro casa un mojo, il sacchetto-amuleto in cui vengono conservati erbe e oggetti ritenuti magici.

Una circostanza, quest’ultima, che però non è entrata nel processo, nonostante nelle scorsa udienza, il fratello dell’imputato, sentito in aula, abbia riferito sui rapporti inesistenti con l’ex cognata, al punto tale che quest’ultima, quelle volte in cui lui andava a far loro visita, avrebbe addirittura cosparso di sale il pavimento su cui il cognato camminava per allontanare gli spiriti malvagi di cui sarebbe stato portatore.

Il giudice Alessandra Martinelli ha rinviato al 16 novembre per la chiusura della fase dibattimentale e l’eventuale lettura della sentenza.

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