‘Ndrangheta a Ferrara. Il mondo della cosca Gallace
Il Kartodromo potrebbe essere una sorta di missione in avanscoperta, un test, un assaggio. Magari può essere l’inizio
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Dopo l'importante successo con la Bobbiese, la Spal supera anche la Pontenurese col risultato di 2 a 0. Ai biancazzurri bastano due minuti nel primo tempo per portare a casa i tre punti: al 40' apre le danze Valenti, al 42' ci pensa Aliu a chiuderle con il primo gol stagionale
Figura anche il nome di Francesco Carità tra le 26 persone indagate dalla Procura distrettuale antimafia di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte infiltrazioni della 'Nrangheta nei circuiti di minimoto di Aprilia, Acerra e Ferrara
Tornerà in aula col nuovo anno il processo d'appello per la maxi-inchiesta Wall Street che, ad aprile 2022, quattro anni dopo l'inizio delle indagini, portò a una pioggia di condanne in primo grado per lo spaccio di droga in zona Gad da parte di clan nigeriani, ai piedi del Grattacielo
Lo scorso 21 ottobre, i carabinieri di Baura supportati dai colleghi di Pontelagoscuro e Porotto, hanno arrestato quattro giovani di età compresa tra i 20 e i 23 anni residenti in altre province, con l’accusa di rapina aggravata in concorso e lesioni personali gravi

L’avvocato Luca Morassutto
Inizialmente accusato di rapina e lesioni aggravate ai danni di un minorenne, il tribunale lo dichiara non colpevole.
È quanto ha deciso ieri (26 settembre) il giudice Carlotta Franceschetti al termine del processo che ha visto come imputato un 25enne ferrarese, difeso dall’avvocato Luca Morassutto, assolto perché il fatto non sussiste, dopo che – nel corso della fase dibattimentale – la persona offesa, i testimoni di parte civile e quelli della pubblica accusa si sono contraddetti a vicenda, dichiarando in aula cose diverse da quelle dichiarate in sede di denuncia.
I fatti risalgono a luglio 2020, quando – secondo l’iniziale impianto accusatorio – il ragazzo, a bordo della sua auto, una Bmw, avrebbe avvicinato un ragazzo minorenne che stava passeggiando a Lido di Spina e, dopo aver abbassato il finestrino, lo avrebbe minacciato prima di farsi consegnare 150 euro.
Dopodiché, stando a quanto raccontato dalla presunta vittima, gli avrebbe sferrato un pugno in faccia e gli avrebbe intimato di non parlare con nessuno di quanto accaduto, altrimenti lo avrebbe raggiunto in qualsiasi momento e ucciso.
Una ricostruzione, quella della persona offesa, che sin dalle prime battute del processo, l’imputato ha sempre negato e respinto convintamente fino all’assoluzione, arrivata grazie al lavoro del suo legale difensore e agli ‘assist‘ forniti da chi lo aveva inizialmente accusato.
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