Cronaca
27 Settembre 2023
Un 25enne era finito dal davanti al giudice per alcuni fatti risalenti al 2020 ai danni di un minorenne. Ma in aula i testimoni si contraddicono a vicenda e lui viene assolto

Accusato di rapina e lesioni aggravate, assolto. “Ora valutiamo la calunnia”

di Davide Soattin | 2 min

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L’avvocato Luca Morassutto

Inizialmente accusato di rapina e lesioni aggravate ai danni di un minorenne, il tribunale lo dichiara non colpevole.

È quanto ha deciso ieri (26 settembre) il giudice Carlotta Franceschetti al termine del processo che ha visto come imputato un 25enne ferrarese, difeso dall’avvocato Luca Morassutto, assolto perché il fatto non sussiste, dopo che – nel corso della fase dibattimentale – la persona offesa, i testimoni di parte civile e quelli della pubblica accusa si sono contraddetti a vicenda, dichiarando in aula cose diverse da quelle dichiarate in sede di denuncia.

I fatti risalgono a luglio 2020, quando – secondo l’iniziale impianto accusatorio – il ragazzo, a bordo della sua auto, una Bmw, avrebbe avvicinato un ragazzo minorenne che stava passeggiando a Lido di Spina e, dopo aver abbassato il finestrino, lo avrebbe minacciato prima di farsi consegnare 150 euro.

Dopodiché, stando a quanto raccontato dalla presunta vittima, gli avrebbe sferrato un pugno in faccia e gli avrebbe intimato di non parlare con nessuno di quanto accaduto, altrimenti lo avrebbe raggiunto in qualsiasi momento e ucciso.

Una ricostruzione, quella della persona offesa, che sin dalle prime battute del processo, l’imputato ha sempre negato e respinto convintamente fino all’assoluzione, arrivata grazie al lavoro del suo legale difensore e agli ‘assist‘ forniti da chi lo aveva inizialmente accusato.

“È stata dimostrata la piena e totale inaffidabilità dei testimoni di parte civile e della pubblica accusa – ha commentato l’avvocato Luca Morassutto, soddisfatto per l’esito del processo –  che si sono sconfessati a vicenda, dichiarando cose diverse da quelle dichiarate al momento stesso del fatto. Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza e poi valuteremo se procedere o meno con la denuncia per calunnia“.
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