Cronaca
23 Settembre 2023
La vicenda risale al 10 maggio scorso, quando al 113 venne segnalata una vettura parcheggiata da giorni nei pressi di via Fabbri da cui proveniva un forte odore di sostanza stupefacente

Dieci chili di droga in auto e nessuna sua impronta. Lui si difende: “Non c’entro niente”

di Davide Soattin | 2 min

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Avevano trovato la sua auto abbandonata in via Giuseppe Fabbri e, insospettiti dal forte odore, dopo un controllo più accurato in Questura, gli agenti della Squadra Mobile hanno rinvenuto all’interno dieci chili di droga, tra hashish e marijuana, nascosti in un’intercapedine, facendo scattare nei suoi confronti le manette per spaccio di sostanze stupefacenti.

Durante l’interrogatorio però, in occasione dell’udienza di convalida dell’arresto, il presunto pusher, un 23enne di nazionalità italiana, aveva ammesso che l’auto era sì intestata a lui, ma che erano stati due amici a convincerlo ad acquistarla in una concessionaria fuori dalla provincia di Ferrara, dal momento che per qualche motivo loro non potevano intestarsela. La ricompensa sarebbe stata di mille euro. Lui non doveva sborsare un soldo, solo fare da prestanome. E consegnare a loro le chiavi, che da quel giorno non avrebbe più visto.

Una versione che ha confermato ieri (venerdì 22 settembre) in tribunale a Ferrara dove, davanti al giudice Carlotta Franceschetti, è stato nuovamente sentito insieme a due agenti dell’antidroga e a due testimoni della difesa rappresentata dall’avvocato Elena Smanio, mentre i rilievi dattiloscopici svolti sull’automobile e sulla droga ritrovata non hanno rilevato impronte riconducibili all’odierno imputato.

La vicenda risale al 10 maggio scorso, quando al 113 venne segnalata una vettura parcheggiata da giorni nei pressi di via Fabbri. Una Volante della Polizia di Stato si porta sul posto per precedere al controllo del mezzo e, dalle prime verifiche sulla targa, si scopre che il proprietario non ne aveva denunciato il furto.

La Polizia rintracciò il 23enne e lo fece arrivare sul posto. A quel punto i poliziotti della Squadra mobile, intervenuti a loro volta, portarono il veicolo in Questura per ispezionarlo. Qualcosa però non quadrava: i sedili posteriori non si abbassano. In poco tempo si scoprì il motivo: al loro interno era stata ricavata una intercapedine di legno che custodiva la droga. Droga e auto finirono sotto sequestro. Il proprietario invece venne arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti

Al termine dell’udienza, il giudice ha rinviato al 14 novembre. In quella data è si dovrebbero tenere discussione e la sentenza.

 

 

 

 

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