Tentato omicidio al Doro. Confermata la custodia in carcere
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
Ferrara Tua deve riconoscere immediatamente il diritto di accesso agli atti dei consiglieri che vogliono controllare la regolarità della cessione di Amsef. Il difensore civico dell'Emilia-Romagna dà ragione ai consiglieri di minoranza Anselmo e Nanni
Il gip del Tribunale di Ferrara ha chiesto al pubblico ministero di riformulare il capo d'imputazione nel procedimento che vede coinvolta una dottoressa dell'ospedale di Argenta, inizialmente inserita nel procedimento a carico di Matteo Nocera, l'infermiere accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
"Trenta ore in pronto soccorso all’Arcispedale Sant’Anna su una barella senza protezioni antidecubito". È la denuncia, affidata ai social, di Fausto Bertoncelli
Una donna di 52 anni, Maurilla Zona, residente a Coccanile, è morta nel pomeriggio di martedì poche ore dopo essere tornata a casa dal Pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Cona, dove si era recata per forti dolori e febbre alta
Avevano trovato la sua auto abbandonata in via Giuseppe Fabbri e, insospettiti dal forte odore, dopo un controllo più accurato in Questura, gli agenti della Squadra Mobile hanno rinvenuto all’interno dieci chili di droga, tra hashish e marijuana, nascosti in un’intercapedine, facendo scattare nei suoi confronti le manette per spaccio di sostanze stupefacenti.
Durante l’interrogatorio però, in occasione dell’udienza di convalida dell’arresto, il presunto pusher, un 23enne di nazionalità italiana, aveva ammesso che l’auto era sì intestata a lui, ma che erano stati due amici a convincerlo ad acquistarla in una concessionaria fuori dalla provincia di Ferrara, dal momento che per qualche motivo loro non potevano intestarsela. La ricompensa sarebbe stata di mille euro. Lui non doveva sborsare un soldo, solo fare da prestanome. E consegnare a loro le chiavi, che da quel giorno non avrebbe più visto.
Una versione che ha confermato ieri (venerdì 22 settembre) in tribunale a Ferrara dove, davanti al giudice Carlotta Franceschetti, è stato nuovamente sentito insieme a due agenti dell’antidroga e a due testimoni della difesa rappresentata dall’avvocato Elena Smanio, mentre i rilievi dattiloscopici svolti sull’automobile e sulla droga ritrovata non hanno rilevato impronte riconducibili all’odierno imputato.
La vicenda risale al 10 maggio scorso, quando al 113 venne segnalata una vettura parcheggiata da giorni nei pressi di via Fabbri. Una Volante della Polizia di Stato si porta sul posto per precedere al controllo del mezzo e, dalle prime verifiche sulla targa, si scopre che il proprietario non ne aveva denunciato il furto.
La Polizia rintracciò il 23enne e lo fece arrivare sul posto. A quel punto i poliziotti della Squadra mobile, intervenuti a loro volta, portarono il veicolo in Questura per ispezionarlo. Qualcosa però non quadrava: i sedili posteriori non si abbassano. In poco tempo si scoprì il motivo: al loro interno era stata ricavata una intercapedine di legno che custodiva la droga. Droga e auto finirono sotto sequestro. Il proprietario invece venne arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti
Al termine dell’udienza, il giudice ha rinviato al 14 novembre. In quella data è si dovrebbero tenere discussione e la sentenza.
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