Cronaca
13 Settembre 2023
L'ipotesi dell’accusa è che abbiano sottovalutato i sintomi ed effettuato una diagnosi non corretta. A processo ci sono tre sanitari

Anziana morì dopo il ricovero. Per i periti non fu adeguatamente idratata

di Davide Soattin | 2 min

Leggi anche

Centauro morì contro l’auto in divieto. Spunta un’indagine parallela

Da una parte l'auto parcheggiata in divieto di sosta, dall'altra la presenza di un'anomalia, un avvallamento, sull'asfalto. Sono questi i due elementi su cui, all'udienza di ieri (lunedì 23 marzo) mattina, è stato sentito Marco Manservigi, agente della polizia locale Terre Estensi che effettuò i rilievi del sinistro stradale di via Canonici in cui - ad agosto 2023 - morì Alessio Maini

Ci sarebbe un insufficiente livello di idratazione dietro la morte di Francesca Branchini, 82 anni. È quanto emerso dalla perizia dei periti, un medico legale e un medico di medicina d’urgenza, entrambi di Ancona, nominati dal giudice Sandra Lepore per far luce sul decesso dell’anziana, avvenuto il 9 settembre del 2017, su cui hanno relazionato ieri (12 settembre) in aula.

In quella circostanza, la donna aveva accusato forti dolori all’addome e si era recata inizialmente all’ospedale di Cona. Qui le era stato consigliato un ricovero di osservazione, ma tornò a casa. Salvo poi tornare il giorno successivo, per il peggioramento della situazione, e venne ricoverata nella casa di cura, dove le venne diagnosticata una sub occlusione intestinale, con prescrizione di terapia farmacologia.

La situazione non migliorò, tanto che venne trasportata d’urgenza nuovamente a Cona, dove morì nel pronto soccorso circa mezz’ora dopo il suo arrivo.

Inizialmente era stato indagato anche il medico del pronto soccorso, che è stato assolto in rito abbreviato. A processo ora sono rimasti i tre sanitari, difesi dagli avvocati Claudia Pelà e Paolo Cristofori.

L’ipotesi dell’accusa – pm Ciro Alberto Savino – è che abbiano sottovalutato i sintomi ed effettuato una diagnosi non corretta. Secondo i consulenti del pm, infatti, la donna stava soffrendo per una occlusione intestinale, e non per una sub-occlusione, così come anche gli stessi periti nominati dal giudice hanno confermato nella loro relazione.

Oltre a comprovare l’errore di valutazione dello stato di salute della vittima però, nei loro accertamenti, i due esperti hanno anche appurato che la donna, durante la propria degenza, non sarebbe stata adeguatamente idratata, fino al sopraggiungere dell’infarto che l’avrebbe stroncata.

Al termine dell’udienza, il giudice ha rinviato al 30 novembre, quando si terrà la discussione.

 

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com