
Dopo la tac post mortem svolta nella serata di ieri (giovedì 7 settembre) all’ospedale Sant’Anna di Cona, prenderanno il via questa mattina (venerdì 8 settembre) alle 10 gli esami autoptici sul cadavere di Davide Buzzi, il 42enne ucciso nella notte tra l’1 e il 2 settembre, durante una colluttazione all’interno del bar Big Town di via Bologna.
A svolgere le operazioni sarà la dottoressa Silvia Boni, consulente medico legale incaricata ieri dalla Procura, che aveva già ispezionato a vista il corpo senza vita di Buzzi, a cui spetterà il compito di valutare le cause che hanno portato alla morte del 42enne. Durante gli esami sarà affiancata dai medici legali Lorenzo Marinelli, Alessandra Bergonzini e Antonio Zanzi, consulenti di parte nominati rispettivamente dalle difese di Mauro e Giuseppe Di Gaetano: i primi due per l’avvocato Michele Ciaccia, il terzo per gli avvocati Stefano Scafidi e Giulia Zerpelloni.
L’autopsia – su richiesta dei legali della famiglia – dovrebbe essere svolta nel più breve tempo possibile, in modo tale che la salma possa essere restituita velocemente ai familiari per l’organizzazione dei funerali.
Gli esami medico-legali saranno inoltre svolti anche su Lorenzo Piccinini, il 20enne che era insieme a Buzzi, oggi ricoverato nel reparto di Chirurgia d’emergenza dell’ospedale di Cona per via di un’importante ferita da taglio all’addome. Al momento le sue condizioni sono fuori pericolo, seppur rimanga in prognosi riservata. Su di lui, gli accertamenti saranno necessari per stabilire se le ferite che gli sono state inferte avevano una capacità potenzialmente letale.
Nella giornata di martedì (12 settembre) poi, dovrebbe essere la volta degli esami tossicologici che saranno svolti dalla tossicologa Francesca Righini, che dovrà accertare o meno l’eventuale presenza di tracce legate all’uso di sostanze stupefacenti da parte di Buzzi, indagando – qualora l’esito dovesse essere positivo – se abbiano avuto parte attiva nella causa o nell’accelerazione della morte del 42enne.
Oltre a medico legale e tossicologo, la pm Barbara Cavallo – titolare del fascicolo di indagine – ha anche incaricato il genetista Matteo Fabbri, il cui lavoro si baserà sull’analisi dei profili genetici presenti sui vestiti – e non solo – dei quattro protagonisti del tragico episodio. Nello specifico, l’esame svolto dallo specialista indagherà le tracce di Dna che saranno rilevate, oltre che la compatibilità tra le ferite riportate sul corpo da Buzzi, Piccinini e i Di Gaetano e i vestiti che indossavano durante la rissa, poi sfociata in tragedia.
Inoltre, gli accertamenti saranno effettuati anche all’interno del bar Big Town, dove la scena del crimine – ancora oggi sotto sequestro – è cristallizzata dai sigilli dei carabinieri. Lì, dentro il locale, il genetista dovrà concentrarsi sulle macchie di sangue, utili a ricostruire le modalità in cui è avvenuta l’aggressione, ma anche sulla tanica contenente del liquido infiammabile (si pensa sia benzina, ma ancora non è stato accertato, ndr) che era stata appoggiata sul bancone da Buzzi. A questo riguardo, gli inquirenti vogliono capire se il recipiente sia mai stato aperto e se sul pavimento del locale sia stato sparso del liquido.
Durante le operazioni nel bar di via Bologna, la Procura sta valutando se richiedere l’intervento dei Ris di Parma, il Reparto Investigazioni Scientifiche dell’Arma dei carabinieri.
Intanto, i legali che assistono madre, fratello e compagna di Buzzi – gli avvocati Gian Luigi Pieraccini e Francesco Mantovani – e quello che assiste Lorenzo Piccinini – l’avvocato Giampaolo Remondi – hanno fatto sapere di “concordare, alla luce degli indizi e delle prove raccolte, con l’assetto fornito dalla Procura e dal Gip, che hanno inquadrato il fatto come omicidio volontario“.
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