Un’ora di interrogatorio davanti al pm Andrea Maggioni in cui ha risposto a tutte le domande, ripercorrendo quanto accaduto e fornendo la propria versione dei fatti. È quello a cui ieri (lunedì 24 luglio) si è sottoposta l’infermiera che era di turno lo scorso 4 novembre all’ospedale di Cona, quando l’85enne Francesco Catozzi morì per cause ancora oggi al vaglio degli inquirenti.
A seguito del decesso dell’uomo infatti, dopo un esposto dei familiari, la Procura della Repubblica di Ferrara ha aperto un fascicolo di indagine a carico di quindici persone tra medici, infermieri e Oss, che avevano curato e svolto consulenze sulle condizioni dell’anziano, incaricando un medico legale, la dottoressa Barbara Bonvicini, e un cardiologo, il professor Francesco Tona di Padova, per ricostruire e capire cosa sia accaduto in quegli attimi fatali.
Ma andiamo per gradi e riavvolgiamo il nastro ai giorni che precedettero il tragico evento quando, a seguito di difficoltà respiratorie, l’85enne paziente cardiopatico entrò in ospedale dal pronto soccorso e venne ricoverato nel reparto di pneumologia. Lì, durante la sua degenza, venne visitato da specialisti tra cui cardiologo e nefrologo e, a fronte di un quadro clinico in netto miglioramento, si decise di mandarlo a casa.
Purtroppo per lui però, il giorno prima delle dimissioni, dopo essere stato autorizzato a mangiare in maniera autonoma, morì stroncato da un arresto circolatorio improvviso mentre stava consumando il pasto. Da qui, anche – e soprattutto – alla luce di una cartella clinica in cui era stata riportata la presenza di cibo nelle vie aeree, la volontà dei familiari di fare luce e capire se il malore fu innescato dal soffocamento durante l’ingestione del pranzo oppure se accadde il contrario, per un arresto iniziale che avrebbe comportato il soffocamento, come poi – stando a quanto si apprende – avrebbe confermato l’esame autoptico eseguito sul corpo.
Carte dell’autopsia in mano, quindi, nella giornata di ieri, il pm Maggioni – titolare del fascicolo di indagini – ha voluto convocare l’infermiera – difesa dall’avvocato Michele Ciaccia – che era di turno in quella giornata, che ha chiarito le tempistiche in cui sono accaduti gli eventi, delineando nel dettaglio quanto successo. A settembre farà lo stesso anche il medico che era con lei di turno, difeso dall’avvocato Marco Linguerri.
Dopodiché, sentiti entrambi con l’obiettivo di avere un quadro più dettagliato della situazione, il sostituto procuratore deciderà il da farsi.
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