Cronaca
7 Luglio 2023
La Procura della Repubblica di Bologna ha avanzato richiesta di archiviazione per l'otorino Mauro Righi e l'infermiera Annarosa Guidoreni

Morte Leonardo Riberti, chiesta l’archiviazione per medico e infermiera del Maggiore

Leonardo Riberti
di Davide Soattin | 2 min

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Leonardo Riberti

Leonardo Riberti

Arrivano novità nell’inchiesta per la morte di Leonardo Riberti, il 21enne deceduto nelle prime ore del mattino del 21 giugno dello scorso anno dopo una caduta avvenuta all’esterno dell’ospedale Maggiore di Bologna, dove era ricoverato a seguito di un intervento chirurgico.

La Procura della Repubblica di Bologna infatti, pm Luca Venturi, ha avanzato richiesta di archiviazione per l’otorino Mauro Righi, inizialmente indagato per omicidio colposo per non aver insistito nella presa in carico o nell’intervento del reparto di Psichiatria del nosocomio felsineo, dopo un primo allontanamento del giovane dal reparto in cui si trovava, avvenuto la stessa notte del decesso, quando Riberti, intorno all’1.30, era stato rintracciato al pronto soccorso dell’ospedale dallo stesso medico e poi riportato a letto, a seguito di incubi.

Secondo il pm, l’otorino aveva effettivamente chiamato la Psichiatria, ma i tentativi di mettersi in contatto con quel reparto si erano fermati ad una sola chiamata, che però risultò vana, dal momento che il medico psichiatra di turno non risultava essere presente. Successivamente Righi non avrebbe effettivamente insistito nel telefonare e, per la Procura, non sarebbe stato nemmeno messo a conoscenza di circostanze che avrebbero dovuto indurlo a insistere per l’intervento dello specialista psichiatrico.

In altre parole, l’autorità giudiziaria avrebbe riscontrato che dalla struttura ferrarese, che aveva seguito Riberti fino al giorno del suo trasferimento e della sua presa in carico all’ospedale Maggiore, non sarebbe pervenuta un’adeguata informazione relativamente al fatto che, indipendentemente, dalle condizioni in cui la giovane vittima si presentasse ai medici del reparto di Otorinolangoiatria, ci sarebbe dovuto essere un intervento del reparto di Psichiatria per cautelare la gestione del ragazzo.

Di conseguenza, secondo il sostituto procuratore, il quadro concreto che si sarebbe presentato al medico otorino – di per sé già insufficientemente informato – avrebbe reso imprevedibili le condotte del giovane, nonostante l’adeguatezza delle cautele prese nei confronti del paziente, consistite sia nella chiusura del reparto, superabile solo attraverso un telecomando dato in dotazione agli infermieri, che la sorveglianza da parte dell’infermiera Annarosa Guidoreni, altra indagata per omicidio colposo.

Anche per lei, che aveva ricevuto disposizioni dal medico di reparto, la Procura della Repubblica di Bologna ha avanzato richiesta di archiviazione, definendo vano il tentativo di fermare la vittima, a causa della determinazione e della capacità fisica dello stesso Riberti.

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