Cronaca
24 Maggio 2023
Il prete riuscì a salvarsi solamente dopo aver bloccato il bonifico, una volta fatta denuncia ai carabinieri. "I soldi li avevo già versati ma fortunatamente non ho perso nulla"

Tentata truffa ai danni di un prete. “Mi dissero che un geometra aveva lasciato 40mila euro alla parrocchia”

di Davide Soattin | 2 min

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Bastava qualche altra ora in più e sarebbe stato raggirato come successo a tanti altri. Racconta la sua brutta esperienza un parroco della provincia e lo fa tribunale a Ferrara come testimone – suo malgrado – del procedimento nei confronti di Cristiano Perini e Xia Xinwei, entrambi accusati di tentata truffa e sostituzione di persona, entrambe aggravate, continuate e in concorso.

La vicenda che vede protagonista il prete risale al settembre 2021, quando riceve una strana telefonata da una persona mai sentita prima di quel momento. Probabilmente, dall’altra parte della cornetta, a parlare era proprio lo stesso Perini. “Mi disse che il geometra del paese morto da poco aveva lasciato alla parrocchia una cifra intorno ai 40mila euro” esordisce davanti al giudice Carlotta Franceschetti.

“Aggiunse che la moglie non sapeva nulla di questa volontà da parte del defunto marito e che sarebbe stato meglio che non ne sapesse nulla perché si trattava di una questione riservata” prosegue, prima di raccontare nello specifico il tentativo di raggiro ai suoi danni, orchestrato in ogni minimo dettaglio per cercare di non destare alcun sospetto.

“Mi chiese di fare velocemente – ricorda – e di versare subito 3.000 euro a un Iban per alcune pratiche che avrebbe dovuto svolgere un notaio”. Il parroco inizialmente ubbidisce e fa il bonifico, poi s’instilla in lui un dubbio e decide a sua volta di alzare la cornetta e telefonare lo studio notarile in questione. “Non ne sappiamo nulla” è la risposta che riceve, “forse è una truffa” aggiungono.

Il sangue si gela e il prete decide così di fare subito denuncia ai carabinieri. Era il 22 settembre 2019, una domenica, e fortunatamente la vicina caserma era aperta. Dopodiché, il giorno successivo corre in banca e riesce a fermare il bonifico, diretto “al conto corrente intestato a una donna cinese”. “Nonostante i soldi versati – conclude tirando un sospiro di sollievo – non ho fortunatamente perso nulla“.

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