Attualità
21 Maggio 2023
L'assistenza attivata già da giovedì con la risposta degli infermieri di comunità nei centri di raccolta. Monitorati i bisogni psicologici, potenziate guardia medica e l'assistenza geriatrica

Anche le aziende sanitarie ferraresi in campo per gli sfollati delle aree del ravennate

di Redazione | 2 min

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Anche le Aziende sanitarie ferraresi si sono attivate, in collaborazione e ausilio alle altre istituzioni, per erogare assistenza sanitaria e sostegno sociale ai residenti dell’area di Argenta e alle persone sfollate in arrivo dal Ravennate, sempre nell’Argentano.

Le operazioni sono coordinate dall’Unità di crisi interaziendale voluta dalla direttrice generale Monica Calamai e creata già nei giorni scorsi dai direttori sanitari di Azienda Ospedaliero Universitaria e Ausl (rispettivamente Giuliana Fabbri ed Emanuele Ciotti), insieme con la direttrice di Distretto Rita Maricchio, col direttore dei Presidi Roberto Bentivegna e la direttrice della Direzione Infermieristica e Tecnica Marika Colombi, in collaborazione con il direttore delle Attività Socio Sanitarie Franco Romagnoni, la direzione tecnica Farmaceutica (Anna Marra), il 118 (Maurizio Giacomelli e Marco Orioli), il Disaster Manager Aziendale Maicol Zanellati.

Già nel pomeriggio di giovedì gli Infermieri di Famiglia e di Comunità (IFEC) di Santa Maria Codifiume e di Portomaggiore sono stati attivati e sono intervenuti al primo centro di raccolta per verificare la situazione dei primi arrivati.

Da allora l’assistenza è stata sempre implementata creando un punto di valutazione sanitaria e assistenziale, al momento dell’arrivo, per gli sfollati di altri territori portatori di patologie o fragilità, in modo da valutare la sistemazione e la presa in carico migliore per rispondere ai bisogni sanitari, assistenziali, farmaceutici e sociali.

Le persone che avevano necessità di una situazione alberghiera protetta, principalmente malate, fragili, anziane, sono state dirottate a strutture adeguate (principalmente Osco e altre strutture sanitarie).

Attivati anche il Dipartimento di Sanità Pubblica (dottoressa Clelia De Sisti) e l’unità operativa Psicologia (dottoressa Rachele Nanni) per dare un sostegno il più possibile completo alle persone in difficoltà. In particolare sull’aspetto psicologico è stato effettuato un monitoraggio dei bisogni psicologici presso i centri sfollati e viene garantita una presenza quotidiana per fasce orarie.

Il Dipartimento di Cure Primarie (dottoressa Carlotta Serenelli) ha potenziato il servizio notturno della Guardia Medica in modo che, in caso di bisogno, i professionisti potessero intervenire anche recandosi presso i centri di accoglienza, ed è stato creato un nucleo di geriatri per dare assistenza sul posto. Stretta la collaborazione con i medici di medicina generale ed i pediatri del territorio, per eventuali bisogni.

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