Spettacoli
19 Maggio 2023
Notte indimenticabile grazie al concerto di Bruce Springsteen. Ma dal Boss nemmeno una parola sull'alluvione

Ferrara da capitale del Rinascimento a capitale del rock

di Davide Soattin | 3 min

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Da capitale del Rinascimento a capitale del rock mondiale e internazionale. Tutto in una sola e indimenticabile notte.

E’ stata la notte di Ferrara e dei poco meno 50mila del parco urbano «Giorgio Bassani» dove, ieri sera, la voce di Bruce Springsteen, accompagnata dai riff e dagli assoli di chitarra, ha riscaldato l’atmosfera, ripagando la lunga attesa dei fans che, incuranti della pioggia caduta negli ultimi giorni, sono rimasti in coda sin dalle prime ore del mattino, pur di assicurarsi i posti migliori davanti al palco.

Un palco che il rocker statunitense ha condiviso con la E Street Band sin dalle prime battute del concerto, quando le note di «No Surrender» hanno segnato il preludio a un «orgasmo collettivo» di oltre tre ore, per dirla usando le stesse parole di un altro rocker di casa nostra, il Liga, citato nella conferenza stampa di presentazione della tappa ferrarese dal fondatore della Barley Arts, e manager italiano del cantante, Claudio Trotta.

E così, mentre il cuore e la mente non possono che andare alle vittime e agli sfollati dell’alluvione in Romagna (anche se dal “Boss” non è arrivato nemmeno un accenno), i battiti del concerto pulsano a ritmi altissimi col Boss che ripercorre pressoché la scaletta dei live a Barcellona e Parigi, proseguendo le tre ore di concerto con un vasto repertorio che va ad attingere a quella che è la sua mostruosa discografia con canzoni che definire pietre miliari è dir poco. “Ciao Ferrara” è il grido di battaglia che urla al suo popolo in stivali per il fango che ha ricoperto il manto erboso del parco, prima di proseguire il viaggio con “Ghosts”, “Prove It All Night” e a “Letter To You”.

L’atmosfera è quella giusta e il pubblico si carica con “The Promise Land”, “Out In The Street” e “Candy Room”. Ma anche con “Kitty’s Back” e “Brilliant Disguise”. Cala poi la sera sul parco urbano, col tramonto che viene accompagnato da “Nightshift” e “Don’t Play That Song (You Lied)”, ma il momento più emozionante arriva con “Last Man Standing”, soprattutto per il significato che il Boss dà nella presentazione della canzone, parlando del suo primo mentore, George Theiss, scomparso nel 2018 per un male incurabile: “George morì poco dopo aver scritto questa canzone e mi ha fatto capire quanto sia importante vivere appieno ogni momento di ogni giorno”.

A seguire, sul palco sale idealmente anche Patti Smith, con Bruce Springsteen che intona una cover della celeberrima “Because The Night” mentre il pubblico alza le braccia al cielo, salta e canta.

È con le mitiche Born In The Usa” e “Born To Run” però – suonate e cantate una dietro l’altra senza prendere fiato, come un treno – che il parco esplode tutta la sua carica per il Boss e si ripete anche con “Glory Days”. “Do you want to go home?” chiede Springsteen. Secca la risposta del pubblico, “No”.

E allora c’è tempo per un altro po’ di spettacolo prima che il sipario cali definitivamente su una nottata che resterà per sempre scolpita nella storia degli eventi organizzati a Ferrara negli ultimi anni.

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