Attualità
18 Maggio 2023
Dagli Usa al Sudafrica, dalle bandiere a stelle e strisce ai cartelloni, passando alle maglie celebrative. Ferrara si sta trasformando nella città del Boss

Springsteen, voci dal mondo da via Canapa: “Bruce compagno di vita, evento che non si poteva rimandare”

di Davide Soattin | 5 min

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Emozioni, aneddoti e rock. Ma anche bandiere a stelle e strisce, cartelloni e maglie celebrative. Mentre sale l’attesa per il mega-concerto di Bruce Springsteen al parco Urbano, è un concentrato di lingue e culture diverse quello che ha preso vita in via Canapa, dove gli oltre 55mila fan del Boss hanno iniziato la loro processione laica verso il palco su cui si esibirà il rocker statunitense.

Tra loro c’è anche chi ha colto l’occasione per festeggiare il proprio compleanno come Elizabeth, che vive negli Stati Uniti, in Virginia, ma ha approfittato della tappa ferrarese per soffiare sulle candeline, dopo aver già visto i live di Barcellona e Dublino: “Sono quarantacinque anni che lo ascolto – ci confessa – e devo dire che mi ha salvato la vita. Per me, Bruce è molto importante e non vedo l’ora di godermi questo spettacolo, tutto per me. It’s my birthday show“.

Ma in fila, mentre si inganna l’attesa, c’è chi festeggia anche altro. Come Gianluca e Alessia del Pink Cadillac Fan Club di Napoli, elettrizzati e allo stesso tempo entusiasti, sia per Springsteen che per lo scudetto degli uomini di Spalletti, arrivato dopo trentatré anni: “Festeggeremo entrambe le cose – affermano, sorridendo -. Seguiamo il Boss dal 1985 e più o meno, nel nostro gruppo, abbiamo tutti un curriculum di 20-25 concerti all’attivo“.

In braccio, lui tiene un bambolotto di Springsteen in miniatura, che simpaticamente chiama ‘Brucino’. “A Napoli abbiamo inoltre una sede con un museo in cui ci sono vari cimeli storici” aggiungono, raccontando di essere arrivati ieri (giovedì 18 maggio) sera, e non nascondono di aver avuto qualche problema con i parcheggi, a causa della pioggia.

“Ma abbiamo le spalle larghe, ne abbiamo visti di spettacoli anche sotto enormi nubifragi e nulla ci spaventa” rilanciano temerari, spendendo anche parole di vicinanza nei confronti della popolazione romagnola colpita dall’alluvione delle ultime ore, che ha seminato morte e distruzione a pochi chilometri da Ferrara: “Ne sappiamo qualcosa anche noi, siamo solidali. Il nostro pensiero va a quelle persone che hanno perso tutto e stanno lottando”.

Per Francesco, invece, che arriva da Milano e ha trascorso le ultime ore sotto l’hotel in cui Springsteen alloggia a Bologna, tanta è la curiosità per vedere “un concerto fantastico in uno scenario molto particolare. Confidiamo nelle condizioni meteo e che tutto possa andare bene. So che le idrovore hanno pompato tutta notte per far sì che si possa assistere al concerto di quello che considero il miglior performer di tutti i tempi“.

Quando sento parlare di Springsteen mi manca l’aria” aggiunge un altro fan che arriva dalla vicina Reggio Emilia. “È la mia vita – dice – e le emozioni che mi suscita non posso spiegarle bene. Mi vengono i brividi. La pioggia? Io sono qui da ieri sera e penso sia un evento che non si possa rimandare. Non so se sia giusto o meno, ma è un evento mondiale a cui non si può dire stop”.

A giocare in casa sono una coppia di donne. Con lei, la figlia, che ha fatto un regalo di compleanno alla mamma. “Sapevo che era il suo cantante preferito e le ho fatto questa fantastica sorpresa. Le ho preso il biglietto a Natale e abbiamo aspettato con molta ansia che arrivasse questo momento”. “Per la prima volta, Bruce – racconta la mamma – è di fianco a casa nostra. Come potevamo non venire? Devo dire grazie al sindaco di Ferrara perché è stato un grande”.

Per Viola, invece, che arriva da Varese, Springsteen rappresenta “la libertà, il modo di esprimere la vita libera che mi dà energia e carica e mi fa emozionare. E pensare che l’ho conosciuto quasi per caso, come se fosse stato un colpo di fulmine”. Insieme a lei, Viola porta con sé un cartellone che per certi versi è storico. Sopra, la scritta: “Now I’m 22 Rosie is still cool“. “Lo ha sempre preso sul palco mentre si esibiva – racconta – e chissà che non lo faccia anche stasera”.

Insieme a lei anche Roberto, sempre da Varese. “Siamo arrivati stanotte col camper – aggiunge – e poi proseguiremo per Roma. Abbiamo già preso i biglietti anche per Monza. Poi magari faremo qualcosa in Europa. Per me, parlare di Bruce, è come parlare di un compagno di vita. Il primo concerto l’ho visto nel 1985 e da lì mi è entrato nella pelle. Mi ha regalato emozioni indescrivibili. Penso proprio che come diceva qualcuno il mondo sia diviso tra chi ama Bruce e chi non è mai stato un suo concerto“.

Emozioni, rimaste indelebili sulla pelle, sono quelle invece di marito e moglie di Mirandola, arrivati a Ferrara con i figli. La loro canzone? The River. “Ci siamo conosciuti su quelle note – racconta lei – e dopo trentasei anni resta la colonna sonora della nostra storia d’amore. Mio marito me l’ha scritta sulla scapola e da lì è nata una corsa in giro per il mondo e per gli stadi per mantenere vivo quel sogno che è Bruce“.

In fila, mentre l’attesa si fa sempre più spasmodica e frenetica, sventolano anche bandiere del Sudafrica. “Siamo arrivati da Cape Town e Johannesburg – esclama una ragazza, a cui il gruppo dà l’investitura di portavoce – e il mio legame con il Boss è qualcosa che va oltre il terreno. Io penso che quando lui sale sul palco sappia già come mi sento. È come se parlasse alla mia anima“.

Inizialmente prevista per le 8 e poi rimandata alle 10, l’apertura dei cancelli è arrivata solamente alle 12.30, con due ore e mezza di ritardo sulla tabella di marcia pronosticata per permettere la sistemazione degli ultimi dettagli del parco, ancora fortemente compromesso dalla pioggia delle ultime ore, come testimoniato dalla paglia trasportata sui camion, necessaria per asciugare e limitare i disagi legati all’acqua. Ora però tutto sembra essere pronto per ospitare l’evento degli eventi, destinato a rimanere nella storia della musica e degli spettacoli di Ferrara.

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