di Martin Miraglia
Duecento persone del team italiano sono già al lavoro per il concerto di giovedì di Bruce Springsteen al Parco Urbano seguite da una documentazione foto e video che include riprese aree coi droni che forse si trasformeranno in un documentario futuro, e altrettante dal team statunitense di Springsteen si uniranno in questi giorni per la realizzazione del palco e gli ultimi ritocchi prima della performance del ‘Boss’ che ci si attende durerà intorno alle tre ore.
È (quasi) tutto pronto per l’evento del 18 maggio, presentato venerdì mattina al Ridotto del teatro Comunale dal sindaco di Ferrara Alan Fabbri e dal fondatore di Barley Arts, la società organizzatrice del concerto, il produttore artistico Claudio Trotta, coadiuvati dall’assessore alla Cultura Marco Gulinelli e dall’ufficio stampa della Fondazione Teatro Anja Rossi.
“Per noi è un momento importante che segna una data precisa per mostrare quello che questa città vuole fare per un momento così importante”, dice subito Fabbri ringraziando gli organizzatori “per aver creduto fin da subito in questo progetto nonostante un percorso non facile nel quale abbiamo fatto qualcosa che a Ferrara non si è mai verificato”, le aziende e i residenti “che il 18 maggio dovranno un po’ pazientare per questioni legate alla viabilità, e dal giorno dopo si tornerà alla normalità con la consapevolezza che sul nostro territorio è stato realizzato un evento importante: essere inseriti in un cartello così importante insieme a città in Europa e nel mondo è un momento di visibilità”.
“Ormai nel 2020 ricevetti una telefonata da mia cugina che mi avvertiva che mi avrebbe contattato Sgarbi perché a Ferrara c’era un assessore che voleva fortissimamente portare Bruce Springsteen nella sua città una volta nella vita”, ricorda invece Trotta che gli rispose di ‘scordarsi’ che avrebbe portato Springsteen dopo un solo incontro con gli amministratori. E invece il produttore artistico – che si prefigge che il concerto diventi, citando un aneddoto su Ligabue, “un orgasmo collettivo e individuale di tre ore” – nel 2021 ha deciso che “Ferrara poteva ospitare il concerto di Bruce”, che inizialmente era previsto prima del suo annullamento poche ore prima dell’annuncio nel 2022 “e che già allora prevedeva Ferrara e il Circo Massimo di Roma. Ferrara non è mai stata in discussione rispetto ad altre tappe italiane: la prima ipotesi prevedeva solo Ferrara, solo concerti a maggio e nessun’altra data”.
Troppo presto per sapere cosa il ‘Boss’ pensi della città: “L’ho visto a Boston per poco tempo, ad essere onesti non gliel’ho chiesto”, scherza Trotta, “ma gli ho detto che sarà un concerto molto jazzy, e lui l’ha apprezzato molto”. Poco più tardi, però, due sono le cose che prende di petto l’organizzatore, i prezzi – “In Italia, insieme a Francia e Irlanda, il dynamic pricing non è stato applicato e i prezzi sono tra i più bassi. Anzi, il prezzo più basso del prato di Ferrara è il più basso in assoluto al mondo” e il secondary ticketing: “I biglietti sono nominativi e invitiamo chi non ha un biglietto o chi l’ha comprato tramite i canali non ufficiali a non presentarsi: la rivendita dei biglietti è ammessa e le forme e i modi con il quale questo è possibile”.
L’area concerto, dopo la comfort area, si dividerà in quattro ‘pit’ che conterranno fino a 10mila persone l’una. Il concerto di Bruce Springsteen e la E Street Band comincerà alle 19:30, ma già dalle 16:30 sarà la volta degli altri artisti che precederanno il ‘Boss’, prima Fantastic Negrito e poi Sam Fender, che di fatto apriranno il concerto principale.
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