Attualità
9 Maggio 2023
L'anno appena lasciato alle spalle si è concluso rispettivamente con -5,8 e -4,5 milioni di euro, ma le previsioni fino a ieri parlavano di perdite ben più ampie

Ausl e Sant’Anna, bilanci in rosso. Ma i danni preventivati sono stati ampiamente limitati

di Davide Soattin | 4 min

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Monica Calamai

Chiudono i loro bilanci di esercizio 2022 con i conti in rosso Ausl e Azienda Ospedaliero-Universitaria, come illustrato ieri (lunedì 8 maggio) davanti ai sindaci del territorio ferrarese, durante la Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria.

Nel dettaglio, per l’Azienda di via Cassoli e per il Sant’Anna di Cona, l’anno appena lasciato alle spalle si è concluso rispettivamente con -5,8 e -4,5 milioni di euro ma, malgrado i segni meno, sono comunque cifre che fanno tirare due sospiri di sollievo alla collettività.

Le previsioni, infatti, erano ben più pessimistiche, con i dati pronosticati fino a ieri che parlavano di perdite ben più ampie, pari a -36.954.92 per l’Ausl e -22.861.840 euro per l’ospedale.

Maggiori e minori costi rispetto al preventivo 2022

Rispetto al bilancio preventivo 2022, nell’anno appena trascorso, l’Ausl ha dovuto fronteggiare maggiori spese (+2,3 milioni di euro) per farmaci (antidiabetici, malattia rara, vaccini) e per dispositivi (avvio chirurgia oculare provinciale), oltre che 1 milione di euro per la farmaceutica convenzionata. Minori costi invece, pari a -2,6 milioni di euro, sono stati causati dalle minori vaccinazioni Covid rispetto alla stima regionale. Ma anche dalla diminuzione dei servizi di prenotazione (-0,4 milioni -10%) sempre per le inoculazioni contro il virus, per le pulizie, per la riduzione degli spazi Covid (-0,2 milioni -4%) e per i costi energetici (-3,3 milioni -19%). Nella previsione, infatti, si stimava un incremento prezzi poi non verificatosi.

Quanto all’AospFe, maggiori costi si sono verificati per le prestazioni aggiuntive in Simil-Alp/settore Emergenza Urgenza (+0,170 milioni, +14%), per l’incremento delle attività del service di laboratorio (+ 0,342 milioni, +5%), per l’adeguamento delle tariffe della convenzione Avis (+0,200 milioni, +13%) e per il conguaglio del riscaldamento (+1,8 milioni, +16%). I costi minori si hanno avuti, invece, per i beni utilizzati per la diagnosi e il trattamento del Covid (-1 milione, -15%) e per l’energia elettrica (-2 milioni, +13%). Anche in questo caso, si stimava un incremento prezzi poi non verificatosi.

Maggiori ricavi rispetto al preventivo 2022

Più ricavi, rispetto a quanto preventivato, l’Ausl li ha avuti dai ticket (+0,3 milioni, +4%) per effetto della ripresa dell’attività specialistica ambulatoriale e del recupero dei tempi di attesa e dalle prestazioni del Dipartimento di Sanità Pubblica (+0,3 milioni, +38%) per maggiori sanzioni di igiene pubblica e igiene degli alimenti. Per quel che concerne, il Sant’Anna, invece, la voce ricavi ha visto maggiori contributi da parte della Regione Emilia-Romagna a integrazione del riequilibrio, rincari energetici e altro (+25,6 milioni, +25%), oltre che dalla mobilità infra regionale e dall’accordo di fornitura territoriale (+0,635 milioni, 0,28%).

Impatto del Covid-19 e della crisi energetica

I costi Covid 2022 non coperti da finanziamento specifico, ammontano a 17,9 milioni di euro per l’Ausl e a 15,4 milioni di euro per Cona. Relativamente ai costi energetici, invece, a fronti di maggiori costi rispetto al 2021 di +7,2 milioni di euro (oltre 14 milioni di euro sborsati), l’Azienda di via Cassoli è stata finanziata per +5,6 milioni, col finanziamento specifico che è stato pertanto inferiore ai costi e pari a 1,6 milioni di euro. Il caro-energia si è fatto sentire anche al Sant’Anna. Qui, rispetto al 2021, i costi sono stati superiori di 15,8 milioni di euro (in totale sono stati spesi oltre 26 milioni di euro), con l’AospFe che ha ricevuto finanziamenti per 6,2 milioni di euro. Anche in questo caso, il finanziamento specifico è stato inferiore ai costi per 9,6 milioni di euro.

Risorse umane in crescita

Tra il 2019 e il 2022, i dati relativi alle risorse umane hanno segnato un incremento a livello percentuale. Lo dimostra il +7,29% dell’Ausl e il +5,58% dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria.

La denuncia di Lagosanto

Durante la discussione per l’approvazione dei due bilanci, non sono passate inosservate le lamentele di Cristian Bertarelli, sindaco di Lagosanto, a proposito della situazione in cui si trova l’ospedale del Delta: “È dal 2019 – ha esordito – che ho fatto richiesta per avere più personale, ma ovviamente quando si parla di ciò mi si dice che non si riesce, che non ce n’è, che dappertutto è così. Abbiamo una sala operatoria che ha una pavimentazione piena di crepe e buchi e, nonostante il recente intervento, non è stata completata. I letti elettrici in degenza sono solo una piccola parte. La colonna endoscopica che serve per la chirurgia non è stata ancora acquistata e questo comporta il rallentamento delle prestazioni chirurgiche erogate. E non solo. I letti operatori hanno 25 anni e, da quando è stato realizzato l’ospedale, non si è mai intervenuti per migliorare le dotazioni. Nei reparti mancano attrezzature di vario genere per svolgere le mansioni. Siamo davanti al fallimento della tanto decantata prossimità da parte della dirigenza, che costringe l’utenza a spostamenti lungo la provincia per rincorrere le prestazioni necessarie“.

Bilanci approvati

Al termine dei lavori, entrambi i bilanci sono stati approvati. Quello dell’Ausl con le astensioni di Bondeno, Comacchio, Codigoro, Ferrara e Vigarano e o voti contrari di Copparo, Lagosanto e Fiscaglia. Quello del Sant’Anna, invece, con il voto contrario di Copparo e le astensioni di Bondeno, Comacchio, Codigoro, Ferrara, Fiscaglia, Lagosanto e Vigarano.

 

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