Argenta. Sono arrivate due condanne a dieci mesi per Mauro Guerrini e Abdelilah Siffedine, rispettivamente datore di lavoro e fratello di Ahmed Siffedine, 24enne operaio agricolo di origini marocchine morto il 30 maggio del 2017, mentre stava lavorando alla realizzazione di un impianto irriguo in un campo di via Campello a La Fiorana, frazione di Argenta, coltivato a pomodori.
La sentenza per i due, accusati del reato di omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro, è stata pronunciata ieri (18 aprile) dal giudice Sandra Lepore, dopo che nell’ultima udienza il pm Isabella Cavallari aveva chiesto un anno per Guerrini e otto mesi per Siffedine.
L’iter giudiziario nei confronti dei due si aprì in seguito al decesso del ragazzo, che morì travolto dalla ruota del trattore – un Faresin telescopico che era guidato dal fratello – al quale era stato agganciato un cassone che trasportava alcuni bins (contenitori di plastica) con dei pesanti maniconi agricoli per l’impianto d’irrigazione.
Da quanto emerso, per potersi spostare in un altro punto del terreno senza dove fare il tragitto a piedi, Ahmed Siffedine salì sul cassone, sopra uno dei bins, ma a un certo punto il trattore si rovesciò, lui cadde a terra e venne travolto e schiacciato da una ruota. Purtroppo morì quasi sul colpo e i soccorritori del 118 non poterono far altro che constatarne il decesso.
Secondo la pm Isabella Cavallari, le colpe di Siffedine Abdelilah risiedono nell’aver causato la morte del fratello, facendolo salire sul cassone e guidando un mezzo, il Faresin Telescopico, senza averne il patentino necessario, rilasciato dopo alcuni corsi di sicurezza a cui l’uomo non avrebbe preso parte. Un fatto su cui direttamente ricadono le responsabilità di Mauro Guerrini che, seppur a conoscenza della mancata formazione del suo dipendente sotto questo aspetto, sapeva che lo stesso guidava comunque il trattore.
“In quelle che sono le responsabilità che giustamente stiamo accollando al datore di lavoro stiamo andando oltre – ha commentato fuori dall’aula il legale difensore di Guerrini, l’avvocato Ermanno Cicognani del foro di Ravenna, dopo aver dopo aver fatto sapere di voler procedere col ricorso in appello -. Il datore ha obblighi da rispettare, ma chiamarlo in causa su qualsiasi cosa rischia di diventare davvero eccessivo”.
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