Cronaca
15 Aprile 2023
Secondo il tribunale il fatto non costituisce reato. Avvalorata la tesi difensiva per cui l'uomo avrebbe colpito accidentalmente l'animale nel tentativo di liberarlo mentre stava lottando con una nutria

Uccise il suo cane con un colpo di fucile. Il giudice lo assolve

di Davide Soattin | 2 min

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È stato assolto perché il fatto non costituisce reato il cacciatore 73enne di Bosco Mesola, che era stato imputato per aver ucciso il proprio cane, un Breton di 12 anni, con un colpo di fucile.

Per lui, nella scorsa udienza di mercoledì 29 marzo, la Procura – pm Ciro Alberto Savino – aveva chiesto 8 mesi di reclusione, ma ieri (venerdì 14 aprile) il giudice Giulia Caucci ha avvalorato la tesi difensiva esposta dall’avvocato Lorenzo Marchesini.

“Il mio assistito ha sin dal primo momento affermato che quanto accaduto si trattò di una disgrazia” ha affermato il legale difensore del cacciatore al termine dell’udienza per i fatti che risalgono al 1° dicembre 2019, in seguito al ritrovamento, da parte della Polizia Provinciale, del corpo senza vita dell’animale nelle acque del Collettore Giralda.

Secondo l’accusa, da parte dell’uomo, ci sarebbe stata la volontà di disfarsi di un animale considerato non più utile, soprattutto se considerata l’età avanzata e la sua morte avvenuta negli ultimi giorni di apertura della stagione di caccia durante lo scorso autunno.

Dal canto suo, invece, il cacciatore, sentito dagli inquirenti, ammise di essere stato lui a sparare al suo cane, ma di averlo fatto per sbaglio, con un colpo di fucile esploso da tre metri di distanza mentre il povero animale era impegnato in una zuffa con una nutria.

E proprio relativamente a quest’ultima tesi, l’avvocato ha fatto sapere che “non sono emersi elementi contrari“, dicendosi soddisfatto per l’assoluzione del suo assistito.

Il giudice ha fissato in 90 giorni il termine per la deposizione delle motivazioni della sentenza.

 

 

 

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