Cronaca
24 Marzo 2023
Il fatto accaduto lo scorso novembre nei pressi della stazione. A scagionare l'uomo sono state le telecamere di sorveglianza. L'avvocato: "Palese errore giudiziario"

Accusato per sbaglio di tentata rapina aggravata. Era stato vittima di una baby gang

di Davide Soattin | 2 min

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Un calvario durato cinque mesi. È quello che ha vissuto sulla propria pelle R.B., 63enne comacchiese, erroneamente accusato del reato di tentata rapina aggravata, e ieri (giovedì 23 marzo) assolto con formula piena perché il fatto non sussiste.

La vicenda si era consumata in una tarda serata di inizio novembre scorso, nei pressi della stazione ferroviaria di Ferrara dove, secondo una prima erronea lettura dei fatti da parte degli inquirenti, l’uomo aveva prima minacciato un giovane, intimandogli di consegnargli lo smartphone che teneva in mano e poi aveva anche aggredito un amico che era intervenuto in difesa della vittima.

In realtà, grazie a un approfondimento di indagine chiesto dall’avvocato difensore Fiorella Shane Arveda, che ha portato anche a una visione delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in zona, è emerso che – suo malgrado – l’uomo era stato aggredito in precedenza proprio da quei ragazzi, che erano componenti di una baby gang composta da quattro persone.

Il gruppetto lo aveva inseguito, fermato, accerchiato e poi picchiato con calci e pugni, prima di chiamare sul posto gli agenti della polizia locale per incolparlo beffardamente, nonostante – come riconosciuto dal pm, grazie all’integrazione di indagine chiesta dal legale Arveda – l’uomo avesse chiamato quattro volte l’utenza del 112 per un intervento immediato.

“Dal video – ha concluso l’avvocato difensore dell’uomo aggredito – è stato accertato che il mio assistito non ha utilizzato alcun tipo di forza e non ha nemmeno messo in atto alcun tipo di gesto fisico, se non quello di provare ad andarsene e di schivare i colpi. A riprova di ciò, il ragazzo che aveva sporto querela ha ritrattato tutto, dicendo che era stato tutto un fraintendimento. È stato un errore giudiziario reso palese in udienza“.

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