Argenta
20 Marzo 2023
Evento al convento dei Cappuccini con Igles Corelli e altri nomi noti della cucina italiana per una sorta di revival della famosa rassegna gastronomica

C’era una volta “Saperi e Sapori”, rivissuta ad Argenta la leggenda del Trigabolo

di Redazione | 4 min

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Argenta. C’era una volta “Saperi e Sapori”. E’ questo il filo conduttore che ha ispirato sabato scorso all’ex convento dei frati Cappuccini, una sorta di revival della famosa rassegna gastronomica che, tra il 1990 e il 1994, sotto l’egida del pioneristico ristorante “Trigabolo”, è stata foriera, ad Argenta, di una delle più celebri e innovative formule di arte culinaria italiana e non solo. E che ha messo a tavola migliaia di palati, appassionati della cucina gourmet.

Ai fornelli, a rotazione, c’era all’epoca una brigata di chef, divenuti oggi pezzi da novanta del calibro ad esempio di Igles Corelli, che in questo ritorno al passato, fatto di tanti ricordi, ha fatto da mattatore. Oppure Bruno Barbieri, che ha giustificato la sua assenza all’appuntamento per motivi di lavoro. All’incontro, cui ha fatto da moderatore Pierfilippo Tebaldi, hanno risposto all’appello anche Mauro Gualandi, Pierluigi di Diego, Marcello Leoni, Giacinto Rossetti, fondatore del celebre ristorante, e tanti altri. Personaggi che, all’epoca agli albori delle loro carriere, hanno sperimentato piatti originali che si son fatti conoscere e apprezzare nel mondo. Il tutto appunto sotto l’egida del mitico ristorante “Trigabolo”, un faro di riferimento internazionale dei buongustai, insignito delle tre stelle della guida “Michelin”: l’ultima, caso unico nel suo genere, gli è stata assegnata ad honorem dopo la chiusura.

In quei quattro anni ad Argenta si son seduti a tavola migliaia di bongustai. Mentre ai fornelli si sono avvicendati, giorno dopo giorno, cuochi prestigiosi, ma ai più sconosciuti che, sfornando piatti creativi, di antipasti, primi, secondi e dolce, hanno cambiato in modo radicale e indelebile la storia mangereccia del nostro Paese. Hanno trasformato la cucina casalinga in una fucina del gusto, fatto appunto di “sapori” conditi di “sapere”, da una cultura insomma raffinata e concettuale: ricca di storia, tradizioni, ricette e ingredienti di eccellenza.

“Per realizzarci – ha spiegato Corelli sintetizzando la maratona di interventi – ci abbiamo messo la testa, le mani e il cuore, lavorando insieme, tra amici, per non servire cibi copiati o sottovuoto”. In una sorta di ”Amarcord” hanno preso la parola gli altri ospiti, riconoscendo in sostanza e all’unisono che “Saperi e Sapori e il Trigabolo hanno rappresentato un trampolino di lancio”. Ma aggiungendo: “Peccato che poi tutto sia finito troppo presto”. Dunque per rispolverare questa appetibile manifestazione il Comune ha organizzato l’incontro in questione, nello stesso chiostro in cui tutto ebbe inizio, e alle cui pareti è stata scoperta una targa commemorativa. Al rendez-vous sono stati invitati tanti altri protagonisti di quel periodo: Gianfranco Vissani, Valentino Marcattilii, Fulvio Pierangelini, e illustri firme del giornalismo specializzato, tra questi Paolo Marchi, noto per le sue apparizioni a “Striscia la Notizia”.

Nell’occasione è stato presentato il libro “Andavamo a cena a -Saperi e Sapori- nel Delta del Po: cuochi e ricette che hanno cambiato la cucina italiana” di Salvatore Marchese, il cui figlio ha letto un messaggio del padre impossibilitato a partecipare. Le pagine del volume sono intrinse, oltre che di menù, anche di foto, aneddoti e racconti. Al termine il Gruppo Italiano Vini e Birra Mitica, in collaborazione con gli studenti dell’istituto Vergani-Navarra di Ferrara, ha offerto, seguendo il percorso tracciato dal leit motiv, un aperitivo a tutti i partecipanti. “Argenta – è il commento del sindaco Andrea Baldini, che nel fare gli onori di casa ha salutato e ringraziato un suo predecessore, Andrea Ricci, sostenitore dalle origini del progetto – è stata il centro del mondo della gastronomia, un luogo di avanguardia culinaria. Grazie al Trigabolo, al suo sodalizio e agli eventi che lì son nati, il nome di Argenta ha viaggiato nel mondo. E di ritorno il mondo è venuto ad Argenta. Da qui negli anni sono passate così tante stelle della cucina che oggi non riusciremo a metterle insieme in una volta sola. Però ci abbiamo provato. Dal palco di ‘Oro d’Argenta’, qualche anno fa, lo chef Igles Corelli ha lanciato l’idea, una sfida che abbiamo raccolto, e che oggi concretizziamo, tornando indietro nel tempo per riappropriarci di quella bella avventura”. Ma c’è di più: per celebrare ancor più quel magico periodo, è stata organizzata, a giugno, una cena benefica a favore dello Ior, l’istituto oncologico romagnolo, riservata a 400 posti.

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