Politica
20 Marzo 2023
Il vicesindaco Lodi attacca il legale definendolo "prossimo candidato del centrosinistra" e respinge la "nuova ricostruzione" della vicenda pubblicando le frasi ricevute via chat dalla consigliera

Caso Arquà e lettere minatorie: “Anselmo vuole farlo passare come un gesto concordato”

di Redazione | 4 min

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“Nonostante le dichiarazioni rilasciate dallo stesso consigliere (Arquà, ndr) – che non nominerò più perché non merita pubblicità gratuita – oggi la strategia è far passare quella vicenda, tanto grave quanto umanamente triste per chi si è reso protagonista di questo gesto, come una cosa concordata”. E’ il vicesindaco Nicola Lodi a respingere dalla sua pagina Facebook quella che, sul caso delle lettere minatorie della consigliera Arquà, indica come una “nuova ricostruzione” dei fatti fornita dall’avvocato difensore Fabio Anselmo, descritto come “amico del Pd” e, a suo dire, “prossimo candidato del centrosinistra”.

La “nuova ricostruzione” sarebbe quella, riportata da Estense.com, delle chat cancellate dal cellulare della Arquà e della frase che getta un’ombra sulla vicenda, quella scritta dalla stessa consigliera a Lodi il giorno in cui i carabinieri le fanno visita nella sua abitazione a Ro: “Non era una cosa che doveva rimanere tra di noi?”, seguita dalla risposta del vicesindaco “Ma che ne so”. Più altre memorie depositate dall’avvocato Anselmo per la sua assistita.

“Forse Anselmo non ricorda – scrive Naomo – ma il consigliere aveva ammesso ad un quotidiano che aveva spedito al sottoscritto il bossolo di un proiettile trovato in montagna (per la precisione si trattava della carcassa di un proiettile già usato, quindi inerte e non utilizzabile, ndr), o forse lo ricorda così bene che oggi decide di fare mulinazza tirando fuori la storia delle chat cancellate e del fatto che “doveva rimanere fra noi””. Frase che Lodi giustifica così: “Una frase decontestualizzata perché chiaramente qualcuno vuol provare a togliersi di dosso le proprie responsabilità. La verità è che sono parole che sono state effettivamente scritte quando io ricevetti la prima lettera minacciosa e si avviarono le indagini. L’intento era quello di lasciare lavorare nelle migliori condizioni gli inquirenti, senza esasperare gli animi in un momento per me drammatico”.
Per quanto riguarda poi le chat cancellate, “non so se qualcuno non le abbia più sul proprio telefono ma io le ho. E non le ho solamente io, dal momento che tutte le conversazioni sono state acquisite dalla procura”, spiega Lodi. Si tratta delle chat che lo stesso Lodi ha fornito e che sulla sua pagina Facebook riporta sostenendo di averle redatte “in italiano corretto, altrimenti fareste fatica a comprendere”. Sono tutte frasi che Lodi avrebbe ricevuto dalla consigliera Arquà, solo le frasi della consigliera, nell’intento di far capire che vi sia contenuta più di un’ammissione di colpa.
Le frasi della Arquà riportate da Lodi sarebbero queste, tratte dal profilo Fb del vicesindaco:
– “𝙎𝙘𝙪𝙨𝙖 𝙢𝙖 𝙝𝙤 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙤 𝙪𝙣𝙖 𝙥𝙤𝙧𝙘𝙖𝙩𝙖. 𝙑𝙚𝙙𝙞𝙖𝙢𝙤𝙘𝙞 𝙞𝙤 𝙚 𝙩𝙚 𝙙𝙖 𝙨𝙤𝙡𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙛𝙖𝙫𝙤𝙧𝙚. 𝙀 𝙥𝙤𝙞 𝙢𝙞 𝙩𝙤𝙡𝙜𝙤 𝙙𝙖 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤. 𝙋𝙚𝙣𝙨𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙩𝙪 𝙞𝙢𝙢𝙖𝙜𝙞𝙣𝙞 𝙜𝙞𝙖̀ 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙢𝙖 𝙥𝙚𝙧 𝙛𝙖𝙫𝙤𝙧𝙚 𝙫𝙚𝙙𝙞𝙖𝙢𝙤𝙘𝙞”;
– “𝙎𝙘𝙪𝙨𝙖 𝙣𝙤𝙣 𝙘𝙖𝙥𝙞𝙨𝙘𝙤 𝙣𝙞𝙚𝙣𝙩𝙚. 𝙇’𝙝𝙤 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙤 𝙥𝙚𝙧𝙘𝙝𝙚́ 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙙𝙞𝙨𝙥𝙚𝙧𝙖𝙩𝙖, 𝙣𝙤𝙣 𝙧𝙞𝙚𝙨𝙘𝙤 𝙖𝙙 𝙖𝙣𝙙𝙖𝙧𝙚 𝙖𝙫𝙖𝙣𝙩𝙞. 𝙏𝙞 𝙥𝙧𝙚𝙜𝙤 𝙛𝙖𝙢𝙢𝙞 𝙥𝙖𝙧𝙡𝙖𝙧𝙚. 𝙏𝙞 𝙨𝙥𝙞𝙚𝙜𝙤 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤, 𝙥𝙤𝙞 𝙣𝙤𝙣 𝙢𝙞 𝙫𝙚𝙙𝙧𝙖𝙞 𝙥𝙞𝙪̀ 𝙥𝙚𝙧𝙤̀ 𝙞𝙤 𝙘’𝙚𝙣𝙩𝙧𝙤 𝙨𝙤𝙡𝙤 𝙘𝙤𝙣 𝙦𝙪𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙞𝙣 𝙨𝙚𝙙𝙚”. (le altre lettere spedite in Comune contenenti i proiettili sono infatti già state archiviate dalla procura, dunque non era stata lei, nonostante Lodi sostenesse il contrario, ndr);
– “𝘿𝙖𝙢𝙢𝙞 𝙡𝙖 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙗𝙞𝙡𝙞𝙩𝙖̀ 𝙙𝙞 𝙥𝙖𝙧𝙡𝙖𝙧𝙩𝙞 𝙖 4 𝙤𝙘𝙘𝙝𝙞, 𝙥𝙤𝙞 𝙩𝙞 𝙜𝙞𝙪𝙧𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙩𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙨𝙚𝙜𝙣𝙤 𝙡𝙚 𝙘𝙝𝙞𝙖𝙫𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙨𝙚𝙙𝙚, 𝙢𝙞 𝙙𝙞𝙢𝙚𝙩𝙩𝙤 𝙙𝙖 𝙘𝙤𝙣𝙨𝙞𝙜𝙡𝙞𝙚𝙧𝙚, 𝙢𝙞 𝙩𝙤𝙡𝙜𝙤 𝙙𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙇𝙚𝙜𝙖 𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙢𝙞 𝙫𝙚𝙙𝙧𝙖𝙞 𝙢𝙖𝙞 𝙥𝙞𝙪̀”;
– “𝙏𝙞 𝙥𝙧𝙚𝙜𝙤 𝙣𝙤𝙣 𝙙𝙞𝙧𝙚 𝙦𝙪𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙝𝙤 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙤 𝙖𝙣𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙚 𝙢𝙞 𝙢𝙚𝙧𝙞𝙩𝙚𝙧𝙚𝙞 𝙡𝙖 𝙜𝙤𝙜𝙣𝙖. 𝙃𝙤 𝙜𝙞𝙖̀ 𝙘𝙝𝙞𝙚𝙨𝙩𝙤 𝙖 𝙇𝙤𝙧𝙚𝙣𝙯𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙢𝙞 𝙥𝙧𝙚𝙥𝙖𝙧𝙞 𝙡𝙚 𝙢𝙞𝙚 𝙙𝙞𝙢𝙞𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙞, 𝙜𝙞𝙖̀ 𝙛𝙞𝙧𝙢𝙖𝙩𝙚” (si tratta di Lorenzo Poltronieri, il presidente del Consiglio Comunale);
– “𝙄𝙤 𝙘’𝙚𝙣𝙩𝙧𝙤 𝙨𝙤𝙡𝙤 𝙘𝙤𝙣 𝙞 𝙗𝙞𝙜𝙡𝙞𝙚𝙩𝙩𝙞 𝙞𝙣 𝙨𝙚𝙙𝙚. 𝘼𝙙𝙚𝙨𝙨𝙤 𝙥𝙪𝙤𝙞 𝙖𝙣𝙘𝙝𝙚 𝙙𝙚𝙣𝙪𝙣𝙘𝙞𝙖𝙧𝙢𝙞, 𝙩𝙖𝙣𝙩𝙤 𝙝𝙤 𝙜𝙞𝙖̀ 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙚 𝙧𝙤𝙫𝙞𝙣𝙖𝙩𝙤 𝙡𝙖 𝙢𝙞𝙖 𝙫𝙞𝙩𝙖”;
Per Nicola “Naomo” Lodi ” queste frasi, raccapriccianti, sono la realtà dei fatti”. “Invito il candidato… scusate, volevo scrivere avvocato – conclude il vicesindaco rivolgendosi direttamente ad Anselmo con una punta di ironia – a non gettare fumo negli occhi ai ferraresi. Della vicenda se ne sta occupando la magistratura, lavorando proprio su quelle chat, e sono tranquillissimo sul fatto che verrà fatta piena luce. Così come sono sicuro che non verrà scoperto nessun mandante, perché quello esiste solo in alcune teste. Rimango in attesa delle prossime udienze, alle quali parteciperò io stesso per guardare dritto negli occhi il consigliere”.
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