“Non era mio compito vigilare se arrivava qualcuno a ballare perché c’era già un servizio d’ordine“. A parlare è il vicesindaco Nicola Lodi, sentito ieri (giovedì 9 marzo) in tribunale davanti al giudice Alessandra Martinelli, durante la prima udienza dibattimentale del processo che lo vede imputato per il reato di usurpazione di pubbliche funzioni.
La vicenda è quella che nasce da un esposto di Anna Ferraresi, relativa al concerto itinerante, ideato e sostenuto finanziariamente dal vicesindaco, che si svolse il 4 maggio 2020 con partenza da piazzale Castellina e arrivo a San Martino, sotto la scorta di polizia locale, questura e vigilanza privata durante l’intero tragitto.
“L’evento – ha spiegato il vicesindaco – è nato dalla richiesta del gruppo musicale che vide alla tv un’iniziativa simile e lanciò l’idea di farla anche a Ferrara, vista la zona rossa. Mi chiesero di poterlo fare e ci siamo attivati per uno show itinerante“.
Durante la propria deposizione, Lodi ha poi confermato lo scambio di mail con Prefettura e Questura per l’organizzazione della manifestazione, con il prefetto di allora, Michele Campanaro, che si oppose in merito alla prima data scelta, quella del 1° maggio 2020, chiedendo di posticipare l’evento per le questioni normative legate al Covid-19. Per questo motivo, l’evento poi slittò al 4 maggio 2020: data, questa, che – come spiegato dalle parole del braccio destro di Alan Fabbri – “fu condivisa” seppur l’evento itinerante non comportasse “alcuna autorizzazione“.
Lodi si è poi soffermato sui costi dell’iniziativa, dai diritti Siae per la musica pagati “con la mia carta di credito” ai musicisti che si sono esibiti “gratuitamente” come gli addetti alla sicurezza che “erano volontari“.
“Non c’era alcun intento di campagna elettorale – ha concluso il vicesindaco, sui motivi della manifestazione – ma solo quello di festeggiare il Primo Maggio, che solitamente è caratterizzato dal concerto musicale. La gente si lamentava per la situazione Covid e abbiamo così voluto dare vicinanza ai cittadini che non potevano uscire. È una situazione che non ha creato nessun problema di ordine pubblico, perché è stato gestito da addetti al settore“.
Durante l’udienza sono stati sentiti anche Francesco Paparella, dirigente del settore Affari Istituzionali, Servizi, Appalti e Contratti del Comune di Ferrara e il dg del Comune, Sandro Mazzatorta, che ha affermato di essere al corrente dell’intenzione di Lodi di effettuare lo spettacolo.
“Sono molto soddisfatto dell’udienza di oggi – ha detto Carlo Bergamasco, l’avvocato che, insieme a Ciriaco Minichiello, difende il vicesindaco Nicola Lodi -. In questo processo si è parlato di questioni di diritto e noi siamo pronti a farlo”.
Il giudice ha rinviato la prossima udienza al 22 maggio per la chiusura dell’istruttoria, la discussione e la decisione.
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