Attualità
9 Marzo 2023
La testimonianza di Letizia Caselli, figlia di una donna di 96 anni morta tra il 2 e 3 marzo 2021: "Anziani sentiti abbandonati e traditi. Ora ci affidiamo alla magistratura e alla giustizia"

Inchiesta Covid: “Le nostre vite stravolte come quelle dei nostri genitori”

di Davide Soattin | 2 min

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Giustizia. È quella che chiedono i parenti degli ospiti delle residenze per anziani Paradiso e Caterina, morti tra dicembre 2020 e marzo 2021, durante la seconda ondata della pandemia da Covid-19.

A far sentire la voce dei familiari delle vittime è stata Letizia Caselli che, nella giornata di ieri (mercoledì 8 marzo), davanti al tribunale di Ferrara, pochi minuti prima dell’udienza dal gip Silvia Marini per decidere sulla proroga delle indagini, ha organizzato un flash mob.

La manifestazione davanti all’ingresso di via Borgo dei Leoni è stata anche l’occasione per ricordare la figura della madre 96enne di Caselli, morta nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2021, mentre era ricoverata nella Cra Paradiso di via Saraceno, e seppellita esattamente due anni fa.

“Tutti questi anziani – racconta Caselli – si sono sentiti abbandonati e traditi e da un giorno all’altro hanno visto improvvisamente questi marziani vestiti di bianco che li assistevano, senza che nessuno spiegasse niente a loro di cosa stava succedendo. C’erano persone che capivano sì, ma provate a pensare a quelle che invece non riuscivano e facevano fatica a mangiare come avrebbero potuto sentirsi”.

Caselli ha poi rimarcato l’importanza della manifestazione: “Questo flash mob ha una valenza simbolica nella giornata internazionale della donna e, in generale, dei diritti. Delle donne, di tutti i cittadini e di quelli dentro le Rsa. La Procura di Ferrara ha portato avanti questa impresa senza archiviarla, che sarebbe stata la strada più facile, impugnando il documento dell’Oms, dicendo che quello che è accaduto doveva accadere e che tutto era successo in modo imprevisto. Questo forse poteva valere per la prima ondata. Ma qui, quello che è accaduto è di un’entità gravissima. Ci aspettiamo che il gip mantenga le cose come sono, senza respingere queste proroghe perché poi si cambierebbero gli scenari e noi non lo vogliamo”.

“Quanto accaduto – conclude – non riguarda solamente il Covid. Le ragioni per cui il Covid si è presentato dentro queste strutture in maniera così forte è tale da essere pervasivo e invadere tutto il personale operativo. Noi abbiamo vissuto un cambiamento di vita, che è stata totalmente stravolta come quella dei nostri genitori. Noi ci affidiamo alla magistratura e alla giustizia. Ringraziamo la Procura di Ferrara e come parenti ribadiamo la nostra fermezza. Sono già stata in Senato e andrò al parlamento europeo. Vogliamo andare fino in fondo perché sennò la nostra vita non avrebbe più senso“.

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