Sandro Biondi resterà nel carcere di via Arginone, almeno fino a quando non arriveranno gli esiti della consulenza tecnico-psichiatrica disposta nei suoi confronti da parte del pm Andrea Maggioni.
La decisione è arrivata nel primo pomeriggio di sabato (25 febbraio), quando l’uomo, che ha soffocato la madre, l’80enne Maria Luisa Sassoli nella loro abitazione di via Argante al Barco, si è presentato davanti al gip Danilo Russo per l’udienza di convalida dell’arresto.
Portato in tribunale sotto scorta degli agenti della polizia penitenziaria, e assistito dal suo legale difensore, l’avvocato Monica Pedriali, Biondi ha confermato quanto già aveva detto durante l’interrogatorio in questura di giovedì pomeriggio, in cui si era reso ampiamente collaborativo e aveva confessato quanto accaduto.
Al termine dell’udienza, mentre l’uomo veniva nuovamente trasferito nel penitenziario di via Arginone, l’avvocato Pedriali ha tenuto a sottolineare la gravità di alcune dichiarazioni rilasciate dai vicini di casa della famiglia Biondi-Sassoli, pubblicate sulla stampa all’indomani del fatto.
“Ho letto che i vicini di casa – ha commentato l’avvocato – avrebbero detto che lui picchiava la madre. Queste sono accuse gravi, non supportate e di piena diffamazione. Se dovessero continuare, assumerò le determinazioni necessarie per proteggere il mio assistito perché questa è una situazione delicata e non lo spazio pubblicità di alcuni condomini”.
“Nei giorni scorsi – ha poi proseguito – lo stesso fratello ha negato che ci fossero state delle liti, di cui nemmeno io ne sono a conoscenza. Sapevo che c’erano stati interventi da parte del personale sanitario perché la donna era malata, ma allo stesso tempo, gli operatori se ne sarebbero accorti se ci fossero stati segni di violenza da parte del figlio”.
Pedriali ha ribadito: “Siamo in presenza di dichiarazioni assolutamente diffamatorie e prive di fondamento, fatte da chi è in cerca di notorietà. Tra il dichiarare una lite e il dichiarare delle lesioni, c’è un peso decisamente diverso”.
A quanto si apprende, il fratello e il padre di Biondi non avrebbero alcuna intenzione di costituirsi parte civile nel futuro processo. “Non mi hanno rappresentato quel tipo di idea – ha concluso l’avvocato -. Anzi, da parte del fratello sono arrivate parole di comprensione e di volontà di aiuto nei confronti del mio assistito, a riconoscimento di una situazione difficile e a dimostrazione che, per quanto sia grande il dolore della perdita da parte della famiglia, non siamo in presenza di un mostro”.
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