Cronaca
22 Febbraio 2023
L'obiettivo del lavoro degli esperti sarà quello di valutare a tutto campo le eventuali responsabilità penali dei tre imputati circa il decesso della donna

Anziana morta dopo il ricovero, il 15 marzo partiranno le operazioni dei periti

di Davide Soattin | 2 min

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Inizieranno il 15 marzo le operazioni peritali per fare luce sulle cause della morte dell’82enne Francesca Branchini, avvenuta il 9 settembre del 2017 e per cui sono imputati di omicidio colposo tre medici di una clinica privata del territorio.

L’anziana aveva accusato forti dolori all’addome e si era recata inizialmente all’ospedale di Cona. Qui le era stato consigliato un ricovero di osservazione, ma tornò a casa. Salvo poi tornare il giorno successivo, per il peggioramento della situazione, e venne ricoverata nella casa di cura, dove le venne diagnosticata una sub occlusione intestinale, con prescrizione di terapia farmacologia.

La situazione non migliorò, tanto che venne trasportata d’urgenza nuovamente a Cona, dove morì nel pronto soccorso circa mezz’ora dopo il suo arrivo.

Durante l’udienza di ieri (21 febbraio) il giudice Sandra Lepore ha conferito l’incarico ai propri periti. Lo stesso hanno fatto gli avvocati Claudia Pelà e Paolo Cristofori (che difendono i tre sanitari, ndr) e i legali di parte civile Federica Scagnolari e Maurizio Ganzaroli, che assistono figli e nipoti dell’anziana.

L’obiettivo del lavoro degli esperti sarà quello di valutare a tutto campo le eventuali responsabilità penali dei tre imputati circa il decesso della donna.

L’ipotesi dell’accusa è che abbiano sottovalutato i sintomi ed effettuato una diagnosi non corretta. Secondo i consulenti del pm, infatti, la donna stava soffrendo per una occlusione intestinale, e non per una sub-occlusione.

La prossima udienza è fissata per il 29 giugno, quando saranno sentiti i periti.

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