Attualità
21 Febbraio 2023
I progetti gemelli a Modena e Reggio Emilia non sono stati autorizzati e ora i cittadini parlano all'assessore Priolo: "Rimaniamo sempre più convinti che non siano state fatte scelte produttive"

Biometano. Villanova scrive alla Regione e prepara una lettera per Arpae

di Davide Soattin | 3 min

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Una lettera di due pagine a Irene Priolo, vicepresidente e assessore alla Transizione ecologia e all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna. È quella che hanno inviato sabato (18 febbraio) i cittadini di Villanova per cercare di ampliare il confronto sul progetto della centrale biometano anche al di fuori della Provincia di Ferrara.

Quella di portare la questione in viale Aldo Moro a Bologna era una delle richieste che i residenti della frazione avevano avanzato al sindaco Alan Fabbri nella petizione dello scorso novembre, a cui però il primo cittadino – dopo tre mesi – non ha ancora risposto.

“Avevamo sollecitato il primo cittadino ad aprire un tavolo di confronto con tutti gli enti coinvolti, ma questo purtroppo non è successo” spiega Sandra Travagli, prima di illustrare i punti cardine su cui si incentra la missiva inviata alla Regione, in cui viene fatto un paragone con i progetti gemelli delle altre due società Apis in provincia di Modena e Reggio Emilia, col primo che oggi “è fermo, mentre l’altro ha avuto un diniego“: entrambi per la mancata autorizzazione da parte delle rispettive Conferenze dei Servizi.

“Osservando quei due esempi – prosegue – abbiamo avuto la misura di una modalità di confronto tra gli enti nella Conferenza dei Servizi che è stata diversa rispetto alla nostra situazione, per cui rimaniamo sempre più convinti e fermi nella nostra idea, secondo cui non sono state fatte scelte produttive“.

Nello specifico, all’assessore Priolo, i cittadini chiedono che la disponibilità alla Regione di garantire l’omogeneità dei criteri fissati per legge rispetto alla localizzazione delle centrali e se ci sono criteri condivisi di metodologia e approccio a questo tipo di autorizzazioni.

“Quella di Villanova – sottolinea Travagli – sarà una centrale che non rispetterà le distanze dagli edifici. Ma si può costruire un impianto così? La possibilità di avere valutazioni di localizzazione diverse non è mai stata fatta. Anzi, questa eventualità è stata l’ultimo dei problemi nel procedimento autorizzatorio. Lo spazio in cui sorgerà è un terreno agricolo coltivato a grano. Ci sarà così consumo di suolo agricolo che è terreno fertile e ha funzione produttiva. Perché non utilizzare aree dismesse? Da un anno stiamo cercando di dare un senso e di portare contenuti alla vicenda e ci sono condizioni per cui tutti gli enti avrebbero dovuto avere un bel po’ di attenzioni in più”.

Al momento, i residenti hanno fatto sapere che alla Regione hanno solamente chiesto di tener conto delle loro richieste, rinnovando la disponibilità a un eventuale incontro. E in più annunciano che sono pronti a coinvolgere direttamente anche Arpae, sempre con una lettera: “Se ci vorranno dare spiegazioni, noi siamo qui per avere un vero confronto su questo progetto, che a oggi non abbiamo mai avuto“.

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