Argenta
15 Febbraio 2023
Per la pubblica accusa il datore di lavoro e il fratello di Ahmed Siffedine per omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro

Ragazzo schiacciato dal trattore, la procura chiede due condanne

di Davide Soattin | 2 min

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È arrivata la richiesta di condanna per Mauro Guerrini e Abdelilah Siffedine, rispettivamente datore di lavoro e fratello di Ahmed Siffedine, 24enne operaio agricolo di origini marocchine morto il 30 maggio del 2017, mentre stava lavorando alla realizzazione dell’impianto irriguo in un campo di via Campello a La Fiorana, frazione di Argenta, coltivato a pomodori.

In quella circostanza, il ragazzo morì travolto dalla ruota del trattore – guidato dal fratello – al quale era stato agganciato un cassone che trasportava alcuni bins (contenitori di plastica) con dei pesanti maniconi agricoli per l’impianto d’irrigazione.

Da quanto emerso, per potersi spostare in un altro punto del terreno senza dove fare il tragitto a piedi, Ahmed Siffedine salì sul cassone, sopra uno dei bins, ma a un certo punto il trattore si rovesciò, lui cadde a terra e venne travolto e schiacciato da una ruota. Purtroppo morì quasi sul colpo e i soccorritori del 118 non poterono far altro che constatarne il decesso.

Per il datore di lavoro, difeso dall’avvocato Ermanno Cicognani del foro di Ravenna, la Procura di Ferrara ieri (14 febbraio) ha chiesto un anno di reclusione, mentre per il fratello, assistito dall’avvocato Emanuele Cinti del foro di Ferrara, otto mesi, entrambi per il reato di omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro.

Secondo la pm Isabella Cavallari, Siffedine Abdelilah sarebbe colpevole perché avrebbe causato la morte del fratello, facendolo salire nel cassone e guidando un mezzo, il Faresin Telescopico, senza averne il patentino necessario, rilasciato dopo alcuni corsi di sicurezza a cui l’uomo non avrebbe preso parte. Un fatto su cui direttamente ricadono le responsabilità di Mauro Guerrini che, seppur a conoscenza della mancata formazione del suo dipendente sotto questo aspetto, sapeva che lo stesso guidava comunque il trattore.

In sede di arringhe difensive gli avvocati hanno seguito una linea comune ad entrambe le posizioni, chiedendo l’assoluzione per insussistenza del fatto e assenza di responsabilità.

 

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