Attualità
10 Febbraio 2023
Al Nuovo l’inaugurazione dell’Anno giudiziario dei penalisti italiani

A Ferrara si discute di “un diritto penale liberale”

di Redazione | 2 min

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Il presidente della Camera Penale Pasquale Longobucco

E’ in programma, presso il Teatro Nuovo di Ferrara, nel pomeriggio di oggi, venerdì 10 febbraio, e il mattino di sabato 11 febbraio l’evento organizzato dall’Unione Camere Penali Italiane per celebrare l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario dei Penalisti Italiani, dal titolo “Giusto processo, pena, prevenzione e prescrizione. Idee per una stagione di riforme liberali della giustizia penale”. Tra i relatori si alterneranno esponenti illustri del mondo dell’Avvocatura, dell’Accademia e della Magistratura.

La Camera Penale Ferrarese si dice “onorata di essere riuscita a promuovere la città di Ferrara quale teatro di un evento di tale prestigio, che rappresenta senza dubbio un’occasione di confronto e di crescita, non solo professionale, per l’intera avvocatura ferrarese”.

Gli ambiti sui quali verteranno gli interventi toccheranno temi di stretta attualità e di interesse non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per l’opinione pubblica. Tra questi senz’altro quello del carcere, “ridotto nel dibattito politico a strumento di mera propaganda e populismo giudiziario, senza che si affrontino seriamente i problemi che lo affliggono da tempo immemore – spiega il presidente della Camera penale ferrarese Pasquale Longobucco -: quelli connessi al regime carcerario c.d. 41 bis, uno strumento di vera e propria tortura che nulla ha a che vedere con le finalità di sicurezza pubblica che ne avevano ispirato l’introduzione”:

Ma anche “l’incapacità degli istituti penitenziari di attuare la finalità rieducativa della pena, attesa la carenza cronica degli strumenti necessari per favorire il reinserimento sociale del condannato”.

Filo conduttore delle questioni di cui si discuterà sarà “l’idea di un diritto penale liberale, nell’ambito del quale la pretesa punitiva dello Stato deve essere strettamente necessaria e proporzionata alle esigenze di tutela della collettività, oltre che rispettosa della persona che la subisce e della sua dignità”.

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