Politica
7 Febbraio 2023

Primarie Pd. Bonaccini: “Voglio un partito forte, baricentro del centrosinistra e maggioritario”

di Davide Soattin | 5 min

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(foto di Riccardo Giori)

Un Partito Democratico che sia “forte, baricentro del centrosinistra e con una vocazione maggioritaria” è quello che chiede Stefano Bonaccini, candidato alla segreteria nazionale dem, che nella serata di ieri (6 febbraio) ha toccato con le sue mani – citando lo slogan scelto per la propria campagna – tutta l’«energia popolare» sprigionata dalla tappa ferrarese del suo tour.

Ad accoglierlo infatti, “scortato” dalla pattuglia di sindaci del territorio e di esponenti dem comunali e regionali (da Nicola Minarelli a Paolo Calvano fino ad Alessandro Talmelli e Francesco Colaiacovo, sono state 300 persone, tra militanti e non, tra cui anche l’ex ministro Patrizio Bianchi e l’ex primo cittadino Roberto Soffritti.

“Abbiamo necessità di provare a rigenerare un progetto che dovrà fare bene alla democrazia italiana ancor prima che al Pd” ha esordito il presidente della Regione Emilia-Romagna, sottolineando il bisogno di ritrovare un partito che sia “un po’ più popolare e possa recuperare il gusto di stare di più dove la gente vive, studia, soffre e si diverte” con “orgoglio ed energia” nel segno di “un nuovo gruppo dirigente nazionale” che possa sfruttare l’attuale momento all’opposizione per trasformarlo in possibilità.

A questo proposito, Bonaccini ha spiegato: “Vorrei che sfruttassimo questa situazione per riflettere su noi stessi. Se sarò segretario, l’obiettivo sarà quello di riportare il Pd al governo, ma solo quando vinceremo le elezioni. Ora abbiamo bisogno di fare un’opposizione seria, con capacità di fornire una proposta alternativa a ogni critica che muoveremo, altrimenti il rischio è diventare una forza minoritaria e non tornarci più al governo. Serve riscoprire una vocazione maggioritaria, che vorrebbe dire non delegare agli altri quei voti che noi abbiamo l’ambizione di conquistare. Perché devo delegare voti al Terzo Polo o al Movimento Cinque Stelle? Dovremmo avere l’ambizione di andare a recuperare quei voti là e se faremo le cose per bene, chissà che la prossima volta non torneranno a scegliere noi“.

Per il candidato alla segreteria dem, il nome Pd va benissimo così come’è: “A me quel nome piace per due motivi. Il primo perché mentre tornano a cadere i missili in Ucraina in maniera indiscriminata, mentre impiccano i ragazzi in Iran, mentre riprende il terrorismo in Medio Oriente, la parola democratico dovremmo curarla un po’ di più. Il secondo perché, per me, le ragioni per cui il Pd è nato ci sono ancora tutte oggi, vale a dire quelle di mettere insieme tante culture diverse dopo la caduta del Muro di Berlino”.

Bonaccini ha parlato anche di territorio ferrarese, e in particolare di Petrolchimico, per cui “Regione e Università sono pronte a investire” mentre si attendono risposte dal Ministero dello Sviluppo Economico circa la convocazione di un tavolo di confronto e lavoro. Lo stesso lavoro che dovrà essere al centro del Partito Democratico che verrà, come elemento fondante e imprescindibile.

“Dovremo essere percepiti come forza laburista del Paese – ha evidenziato il governatore emiliano-romagnolo – con al centro il lavoro. Non sono contrario al reddito di cittadinanza, ma una politica solamente assistenzialista non ti porta da nessuna parte, anche perché il lavoro è la prima forma di dignità delle persone. Dovremo farlo pensando alle nuove generazioni che sono precarie al di là del titolo di studio. Abbiamo provato a introdurre il salario minimo legale, ma non ce l’abbiamo fatta. Ci tocca ripartire daccapo e su questo fronte la destra ci ha dato un assist”.

In tal senso, qualora dovesse essere eletto, Bonaccini ha fatto sapere di voler organizzare una raccolta firme per una petizione di legge di iniziativa popolare col fine di introdurre il salario minimo legale, perché “non è degno essere pagati ancora 2-3 euro l’ora in un paese come il nostro”.

“Ogni sera, prima di addormentarci, la nostra ossessione dovrà essere quella di chiederci se abbiamo creato un posto di lavoro in più rispetto al giorno prima” ha aggiunto il candidato dem, prima di concludere dicendo di sentirsi “fuori da una sinistra minoritaria e ideologica di cui non saprei cosa farmene. Al contrario la vorrei riformista e che abbia la concretezza di fare quello che dice. Sarà lunga e dura, ma – ha promesso – se ci diamo una mano tutti insieme, tra qualche anno torniamo al governo perché avremo vinto le elezioni“.

A dare il proprio sostegno al presidente anche Laura Perelli (sindaco di Tresignana) che si è detta “convinta che l’energia, l’entusiasmo e la competenza di Stefano Bonaccini siano quello che serve” e Andrea Baldini (sindaco di Argenta) che, dal palco, ha avvertito gli elettori che “sarebbe sciocco buttare via l’opportunità e la possibilità di consegnare il partito nelle mani di un segretario capace“, mentre Enrico Bassi, già consigliere comunale a Copparo, nelle vesti di presidente provinciale del comitato pro Bonaccini, ha spiegato perché nel Ferrarese, nel giro di pochi giorni, siano nati 20 comitati a suo sostegno.

“Quella che sta facendo è una storia che parla e parte dall’Emilia Romagna” ha detto senza mezzi termini. “Tre anni fa – ha proseguito – le destre avrebbero voluto vederci con le valigie in mano ma, noi siamo ancora qui per raccontare una storia diversa, di ricostruzione. E, proprio a questo proposito, crediamo che la mozione di Bonaccini parli un linguaggio di riformismo. Il lavoro di ricostruzione non sarà semplice, soprattutto perché di fronte abbiamo delle destre davvero complicate con cui confrontarci, che fanno linciaggio mediatico verso il Pd. La nostra però è una storia diversa che poggia su valori diversi e Stefano personifica quel modo di fare politica di cui dobbiamo andare orgogliosi“.

 

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