
(foto Giori)
Commentò un post su Facebook dicendo che il vicesindaco Nicola Lodi aveva “solo un passato da truffatore” ma, nonostante la richiesta della Procura di condannarlo a pagare una multa di 600 euro, Andrea Malservigi è stato assolto per non aver commesso il fatto.
Andrea Malservigi altri non è che l’arcinoto Dj Afghan, protagonista sulla scena reggae italiana negli anni ’90, quando fondò l’High Foundation Festival, che ha visto sul proprio palco nomi del calibro di Method Man, RZA dei Wu-Tang Clan, Redman, Nas, David Rodigan, Grand Master Flash, Afrika Bambataa, Frankie Hi-nrg e tanti altri. Recentemente, nel 2018, ha vinto il R&D Vibes Reggae Radio Award.
Tornando al campo giudiziario, la sentenza, letta ieri (mercoledì 1° febbraio) pomeriggio dal giudice Giulia Caucci, è arrivata principalmente per due motivi. Il primo perché gli inquirenti non sono riusciti a provare che l’account utilizzato fosse quello dell’imputato, il secondo, invece, è da ritrovarsi nell’articolo 63 del codice di procedura penale, secondo cui sono ritenute sempre inutilizzabili le dichiarazioni autoaccusatorie senza difensore.
Al tempo delle indagini infatti, sentito dagli inquirenti, Malservigi si autoaccusò di aver scritto lui quel commento ma, avendo affermato questo in assenza del proprio avvocato, come previsto dalla legge, la sua auto accusa è finita per non avere alcun valore all’interno del processo.
Durante la discussione, invece, l’avvocato difensore Gian Luigi Pieraccini, ha voluto evidenziare che quelle frasi non erano da ritenersi diffamatorie, ma espressive del diritto di critica, al di là dell’imprecisione sul reato (il vicesindaco Nicola Lodi non è mai stato accusato di truffa, ndr) e, in secondo luogo, ha sostenuto che mancasse la prova che quella frase fosse attribuibile al suo assistito.
Al termine dell’udienza, l’avvocato che assiste Nicola Lodi, Ciriaco Minichiello, ha affermato che la “formula assolutiva è dubitativa della prova” e si è detto dispiaciuto che l’imputato “sia stato assolto per un tecnicismo perché l’articolo 63 del codice di procedura penale è un articolo che permette di rendere inutilizzabili le dichiarazioni che sono auto accusatorie poiché vengono rese senza la presenza del proprio avvocato difensore”.
Dal canto suo, soddisfatto per l’assoluzione del proprio assistito, da “libero cittadino”, Gian Luigi Pieraccini ha infine voluto rivolgere un appello a tutta “l’agora politica”, affinché sia utilizzata “più tolleranza rispetto a queste frasi”.
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