Politica
27 Gennaio 2023
Terzo incontro sul progetto con i residenti della zona dell'ex caserma "che va riqualificata, ma uno studentato privato non è la soluzione". Malacarne di Italia Nostra: "Con il coinvolgimento dei cittadini possiamo bloccare tutto"

Fe.Ris: “Progetto architettonico inguardabile e privo di pubblica utilità”

di Redazione | 4 min

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di Pietro Perelli

Entra sempre più nel vivo il percorso di contrasto a Fé.Ris organizzato dal Forum Ferrara Partecipata in seguito alla mobilitazione della Rete per la Giustizia Climatica che aveva individuato criticità nel progetto presentato dal sindaco Alan Fabbri il 30 giugno scorso. Un progetto che fin da subito ha fatto discutere moltissimo e che oggi vede assemblee sempre più piene. La sala messa a disposizione in zona San Giorgio dal Csv è gremita e alcune persone si devono accontentare di aspettare fuori dalla porta.

In realtà gli organizzatori stessi sanno che non è sufficiente e che si dovranno attuare azioni per coinvolgere ancora più persone a contrasto di un progetto “privo di pubblica utilità”. Proprio questo virgolettato pare centrale all’interno del dibattito al quale, oltre ad attivisti e cittadini, sono invitati l’architetto Andrea Malacarne di Italia Nostra e residente nel quartiere limitrofo all’ex caserma di Cisterna del Follo e lo storico dell’arte, anch’esso residente nel quartiere, Marcello Toffanello. E proprio l’architetto Malacarne parla di “progetto architettonico inguardabile” con particolare riferimento alle parti che saranno di nuova costruzione. Ma il problema principale è un altro, e riguarda l’intervento privato che “in aree di questo tipo non è da escludere” ma è di difficile realizzazione perché “le nuove costruzioni devono essere finalizzate al preminente interesse pubblico”.

Interesse pubblico che non è ravvisato dagli organizzatori per molteplici ragioni e una premessa, tutti sono concordi nel dire che l’area dell’ex caserma va riqualificata, il problema semmai è il come. Le proposte arriveranno e, nelle intenzioni degli organizzatori, usciranno proprio da questi incontri. Per ora le criticità agli occhi dei residenti paiono essere l’evidente rischio di congestione del traffico, per quanto riguarda in particolare le aree di via Caldirolo e del parcheggio a ridosso delle mura in zona San Giorgio, ma anche la destinazione d’uso dell’ex caserma. Questo è infatti da considerarsi un “comparto risorsa” cioè uno spazio utile a “risolvere problemi esistenti nei dintorni”. Secondo i partecipanti uno studentato privato e definito “di lusso” non è la soluzione ai problemi abitativi degli studenti che hanno semmai bisogno di nuovi appartamenti ma con affitti calmierati.

“Sarebbe – dice invece Marco Tuffanello – un’ottima occasione per pensare di allargare i servizi ma anche gli spazi verdi di Schifanoia”. A inizio degli anni 2000 vi fu una proposta per creare due poli museali, uno sul quadrivio di Palazzo dei Diamanti e uno che pensava di utilizzare lo spazio dell’ex caserma “per ricucire i tre edifici museali che insistono sulla zona”. I possibili progetti prospettati sono diversi e tutti prevedono la rinuncia a parcheggio e supermercato anche perché, dice Toffanello, “non si capisce come una città come Ferrara, che ha fatto dell’essere patrimonio dell’Unesco la sua bandiera, possa costruire un parcheggio e un supermercato a ridosso delle mura”.

“È illusorio – aggiunge quindi Malacarne – pensare che un comparto del genere (ex caserma Pozzuolo del Friuli, ndr) possa essere recuperato solo tramite iniziativa privata, o meglio, è possibile ma con interventi non finalizzati al preminente interesse pubblico”. Ecco che si torna al nocciolo della questione in un dibattito nel quale i partecipanti cercano di capire le modalità attraverso cui porsi in contrasto al progetto comunale. Si parla di manifestazioni, di affissioni di striscioni, di modalità di coinvolgimento di sempre più cittadini, ma si parla anche del ricorso al Tar, dell’approvazione vincolante del progetto da parte della provincia. Insomma, secondo Malacarne, “se tutti fanno il loro dovere questa roba qui non va neanche in consiglio comunale”. Anche perché tutti i passaggi attraverso cui si è arrivati all’approvazione del consiglio comunale “sono partiti in modo abbastanza inusuale con una richiesta di approvazione in consiglio comunale” e “in deroga al piano regolatore vigente”. Derogare al piano regolatore è possibile, ammette lo stesso Malacarne, “ma una delle condizioni è la preminente pubblica utilità”.

Ci sono poi altre questioni che non spianano la strada al progetto della giunta. In primo luogo è noto come la maggioranza non sia così salda su questo tema, nel consiglio comunale di luglio il progetto passo grazie al solo voto di Paola Peruffo con Savini, Caprini e Pignatti contrari. Insomma, da ciò che trapela, le frecce a carico di Ferrara Partecipata sono molte e, dice Francesca Cigala, “noi come forum vogliamo bloccare questo progetto, sia sul piano procedurale sia attraverso la mobilitazione dei cittadini”.

In conclusione, è stata annunciata la prossima iniziativa del Forum: un flash mob nella mattina di sabato 4 febbraio in via Scandiana, proprio davanti al portone della ex caserma, di fronte alla cavallerizza.

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