Cronaca
25 Gennaio 2023
L’uomo è in attesa di un altro procedimento. Dopo la denuncia la prese a calci e pugni mesi dopo

Picchiata e segregata in casa, condannato a tre anni e mezzo

di Marco Zavagli | 2 min

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Dalla perquisizione per la pistola spuntano droga e 2.400 euro in contanti

. I carabinieri gli hanno trovato pistola, droga e banconote in casa e lo hanno denunciato a piede libero. Protagonista un 25enne di Terre del Reno che, durante le prime ore della mattinata di giovedì 12 agosto, è stato sottoposto a una perquisizione domiciliare da parte dei militari del 112

Calci e pugni. Botte dappertutto. Sul viso, in testa, sulla schiena. E non poteva vedere amici, veniva accompagnata anche a fare la spesa. Si è conclusa in tribunale, per ora(dal momento che è probabile un secondo processo a carico di lui, 35enne di origine albanese), la storia di una coppia residente nell’Alto ferrarese.

Una storia con due figli minori (ora affidati alla madre che vive in una casa protetta fuori provincia) da accudire e un solo stipendio in famiglia. Lui artigiano, lei in cerca di occupazione.

Il calvario inizia nel 2018 e termina, momentaneamente, a inizio marzo 2019, quando i carabinieri, dopo la segnalazione di una lite domestica arrivata al 112, entrano in casa loro e trovano tutto a soqquadro. Attorno ai militari, per terra, cocci di piatti e bicchieri e vetri rotti di bottiglie di alcolici.

Quel giorno lei – trentenne di nazionalità italiana – sceglie di non farsi refertare, ma si convince a denunciarlo. Continua però a vivere nella stessa casa e lui le requisisce le chiavi dell’auto, le proibisce di incontrare amici, l’accompagna ovunque debba andare, che sia in un supermercato o a una visita.

Intanto la querela fa il suo corso e si arriva a processo. Prima, però, si registra un’altra aggressione, Feroce. Lui – siamo a giugno 2022 – la picchia al punto da costringerla a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Uscirà con 23 giorni di prognosi. Per quel fatto si attende un ulteriore procedimento a suo carico.

In tribunale la procura, tramite la vpo Stefania Borro, chiede la condanna a 4 anni per l’uomo. La giudice Silvia Marini decide la pena di tre anni e mezzo.

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