Politica
22 Gennaio 2023
Incontro pubblico del Forum Ferrara Partecipata: “Nessuna pubblica utilità, solo logiche di profitto e interessi privati”

Progetto Fe.Ris, i cittadini non vogliono altro cemento al posto del verde delle Mura

di Redazione | 3 min

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Un progetto che non ha nulla di pubblica utilità, ma risponde alla logica del profitto e agli interessi privati. Questa l’idea del Forum Ferrara Partecipata riguardo il progetto Fe.Ris, di cui si è discusso nella serata di venerdì 20 gennaio al centro sociale ‘Il Melo’.

Il Forum Ferrara Partecipata, composto da abitanti della zona interessata, nasce da un’iniziativa che raggruppa associazioni sociali, ambientali e cittadini, 25 associazioni e 170 persone, e “vogliamo dare la parola alle persone – spiega Corrado Oddi, tra gli ideatori del gruppo -. Ottima l’opposizione fatta dalle forze politiche, ma non può esaurirsi in questo, anche le persone devono poter intervenire e parlare”, perché come sottolinea Michele Nani, storico del Cnr e membro del comitato Caldirolo Libera, “è ora di ragionare insieme su come impedirne la realizzazione”.

Lidia Goldoni, residente e anche lei membra del comitato, sottolinea invece la necessità di consapevolezza sul progetto Fe.Ris, che “non porterà nuovi posti di lavoro, non ridurrà il prezzo del carrello della spesa, e supermercati nella zona ce ne sono già 5, abbiamo il rapporto più alto in Regione tra superficie di vendita e abitanti. Si va a cementificare di fronte alle Mura, in una delle ultime storiche aree in cui la campagna si affaccia alla città, vincolata a verde nel piano regolatore”.

L’area è infatti di 27.410 metri quadrati, oggi 26.130 di questi sono verde a seminativo e 1280 della villa che dovrebbe essere demolita. Con la costruzione si perderebbero 15.180 metri quadrati di area verde, per la creazione di 3.750 mq di area vendita, che risultano però essere 9450 metri quadrati in tutto di area commerciale, comprendendo i magazzini e, e 114.477 mq di parcheggi sotterranei, creando un edificio alto 15 metri, un palazzo di 5 piani.

E oltre al danno, pure la beffa, perché tutto questo sarà camuffato da un tetto verde “che non si sa come possa resistere con poca terra sotto visto il clima ferrarese – è il commento di Goldoni-, dovrà essere annaffiato abbondantemente”.

Come è emerso durante la serata, oltre a portare congestione del traffico su via Caldirolo per auto ed automezzi pesanti per trasporto delle merci, con inevitabile inquinamento per gli scarichi e i rifiuti, oltre a quello acustico, la realizzazione del supermercato andrebbe inoltre a diminuire il valore delle abitazioni dell’area.

“Ci siamo confrontati con le persone – racconta poi Chiara Pusinanti – ed emerge una considerazione al ribasso: il supermercato non è da farsi, ma essendo stati presentati insieme i tre progetti, i cittadini pensano alla ‘schifezza’ dell’ex caserma, e sostengono che ‘almeno qualcosa succede’, perché da 30 anni le istituzioni non sono state in grado di proporre qualcosa. I cittadini spesso si accomodano, si adattano su quello che l’amministrazione propone, senza avere capacità critica per modificare questo punto di vista; sostengono che almeno c’è un progetto, mentre noi del comitato chiacchieriamo. Vorrebbero subito la soluzione pronta, invece le cose vanno costruite, giorno per giorno, con pazienza”.

Idea del comitato è di riunirsi e raccogliere idee provenienti anche e soprattutto dai cittadini per proporre progetti alternativi a questo a cui si sta opponendo.

“Dobbiamo vedere quanto il progetto non piaccia – è l’idea di Michele Nani-, mettere tutti un lenzuolo con scritto ‘No Fe Ris’, in modo che tutti lo vedano e si facciano domande. Ancora più visibile sarebbe fare una biciclettata lenta sul perimetro della particella catastale interessata”.

Il punto decisivo da toccare, con cui chiude Corrado Oddi “è rimettere mano alla mobilitazione dei cittadini, che devono capire quanto contano. Si deve invertire la tendenza secondo cui il cittadino può starsene a casa perché è già tutto deciso, non è così. La discussione di stasera ci rafforza e serve l’impegno di tutti per proseguire”.

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