
Il sito della ex Orbit
Vigarano. Novità in arrivo sul sito della ex Orbit di Vigarano. Questo è in estrema sintesi il messaggio lanciato dal sindaco di Vigarano Davide Bergamini in merito al sito dell’azienda di materiali plastiche colpita da un incendio nel settembre del 1999 e che da allora ospita cumuli di rifiuti creatisi nel corso della distruzione dell’impresa.
Di quel sito – dove tra l’altro scoppiò un altro piccolo incendio nel pieno dell’estate del 2011 – sono arrivati i risultati delle matrici ambientali che mostrano il superamento di due limiti di legge di sostanze inquinanti nella falda acquifera sottostante l’area.
Si tratta di un dato importante perché l’accertamento dell’inquinamento dell’area permetterebbe di candidare l’area all’interno del programma nazionale per la bonifica e il ripristino ambientale dei siti orfani – ovvero “siti che a causa delle attività antropiche svolte o a causa di eventi accidentali sono potenzialmente contaminati” – e procedere quindi alla conseguente bonifica.
“Non è stato un percorso semplice e breve, sia dal punto di vista burocratico che organizzativo ha richiesto tempo e dedizione ma siamo lieti di ciò che abbiamo iniziato perché ci porterà a ripristinare la zona interessata nell’interesse e nella tutela dei nostri cittadini”, dice in conferenza stampa il sindaco Bergamini, che ricorda come fin dal novembre del 2021 l’amministrazione si sia attivata con la Regione “per individuare strumenti e metodologie in grado di risolvere il problema ambientale che permane sul territorio di Vigarano da oltre 22 anni”.
Da lì infatti si è svolta l’iter per verificare l’idoneità del sito alla candidatura al programma nazionale di bonififca, ed “è stato necessario effettuare delle analisi preliminari delle matrici ambientali per accertare il superamento della soglia di contaminazione”.
“Sulla base di un approfondito studio della documentazione e degli esiti scaturiti dal sopralluogo effettuato, sono stati identificati in modo corretto i punti di prelievo, la quantità e la tipologia di campioni da prelevare. Dopo un lungo percorso di incontri, verifiche documentali e sopralluoghi si è giunti ad un punto di svolta che è necessario e fondamentale per poter procedere e sbloccare la situazione. Sulla base del piano delle indagini preliminari sono state eseguite le analisi di caratterizzazione per verificare se il sito è contaminato o non contaminato ed i risultati sono stati inviati ad Arpae che si occuperà di definirne la tipologia”, spiegano dall’amministrazione.
“È stato un iter necessario per capire se vi era o meno contaminazione nel terreno e nella falda, per poter quindi avviare la bonifica ambientale”, dichiara l’assessore all’ambiente Francesca Lambertini, “e dalle analisi eseguite è emersa una situazione di superamento di due parametri nella falda e adesso aspettiamo che Arpae faccia le valutazioni del caso e ci dica come dobbiamo procedere. Nei primi mesi dell’anno convocheremo una conferenza dei servizi con gli organi competenti per stabilire un percorso”.
Per il vicesindaco Mauro Zanella infine questo è l’inizio della fine di “un procedimento lungo e complesso ma costantemente monitorato dalle autorità competenti quindi ci auguriamo che non si crei alcun tipo di allarmismo inutile e infondato”.
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