Lite in Gad, 19enne arrestato dopo aver spintonato i Carabinieri
Un intervento dei Carabinieri in zona Gad si è concluso con l'arresto di un 19enne accusato di resistenza a pubblico ufficiale
Un intervento dei Carabinieri in zona Gad si è concluso con l'arresto di un 19enne accusato di resistenza a pubblico ufficiale
È stato il fumo, visibile anche da corso Giovecca, a far scattare l'allarme questa mattina alla Casa della Comunità di Ferrara. Alle 8.20 un principio d'incendio ha interessato un ufficio dei servizi informatici (Ict) al secondo piano della struttura
Si è conclusa con un lieto fine, almeno in parte, la vicenda delle tre minorenni allontanatesi nella serata di mercoledì 30 luglio da una comunità di Porporana, nel territorio comunale di Ferrara. Nella notte, intorno alle 4, la Questura di Lodi ha rintracciato due delle tre ragazze, mentre proseguono le ricerche della terza giovane
Il Comune incarica un avvocato per recuperare 80.500 euro dalle fideiussioni della Spal, contestate dagli ex proprietari Simone e Francesco Colombarini
La Procura di Ferrara ha disposto l'autopsia per il 58enne di origine Moldava morto nel primo pomeriggio di venerdì 31 luglio mentre lavorava all'interno del Petrolchimico di Ferrara
Sara Corcione sapeva tutto del nitrito di sodio, perché si era informata bene prima di acquistarlo: una confezione da mezzo chilo per 120 euro, presa su Alibabà, una piattaforma di e-commerce cinese. Sapeva che poteva uccidere in 40 minuti.
È lei stessa a spiegare tutto agli inquirenti, già pochi giorni dopo che è stata scoperta la morte della madre, Sonia Dioliti, trovata priva di vita nel suo appartamento al primo piano del civico 28 di via Ortigara.
Il nitrito di sodio, che è un conservante per uso alimentare ma a che a certe quantità è altamente tossico. Corcione lo aveva comprato già ad agosto del 2021, quasi un anno prima di quei tre giorni tra giorni tra 27-30 luglio tragici, allo scopo di usarlo per avvelenare la madre. Un progetto nato dopo la scomparsa del padre, nel 2018. Sola con lei si sentiva in gabbia.
È non è un caso che, una volta visti i carabinieri arrivare nel palazzo, aver realizzato di essere stata scoperta e avuta così la conferma che la madre era morta, la donna afferma di essersi sentita sollevata, liberata da un peso, senza dispiaceri e rimorsi, né pentimento.
Una freddezza che urta, ma prima di ergersi incautamente a giudici severi, quella freddezza va considerata nel suo contesto, emerso con molta chiarezza nella consulenza dello psichiatra forense Luciano Finotti: quello di una giovane donna che ha vissuto la sua intera vita nella sofferenza psichica e fisica e che dalla madre percepiva durezza, severità e disprezzo.
E così la lunga preparazione di un delitto tanto desiderato, fatto anche di prove, per vedere come funzionava davvero il nitrito di sodio e non fare una “cialtronata” come quella di Casalecchio di Reno, dove un uomo ha avvelenato la madre e il patrigno, uccidendo quest’ultimo.
A fine luglio l’occasione buona, con la madre in vacanza sul Lago di Garda fino al 27 luglio e lei che il pomeriggio prima le mette il veleno nel tè conservato in frigo, una dose abbondante per paura che sopravvivesse. Il 27 è un mercoledì, in nottata Sonia Diolaiti e di nuovo a casa, la figlia la vede arrivare, affacciata al balcone alle 23.20. Quaranta minuti dopo la madre la chiama al telefono perché sta male, un calo di pressione e il battito cardiaco accelerato. Le chiede aiuto perché non riesce a rimanere nella posizione in cui. Non lo avrà mai, l’aiuto. Mentre la figlia andrà a letto serena, con la speranza di essere riuscita a liberarsi.
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