Politica
11 Novembre 2022
Associazioni, comitati e privati cittadini: "Speculazione edilizia e privatizzazione spacciata per rigenerazione"

Torna il Movimento ambientalista. Dopo inceneritore e turbogas ora la battaglia è su Fè.Ris

di Davide Soattin | 5 min

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Contrastare Fè.Ris, bloccandolo e modificandolo attraverso un lavoro di informazione e coinvolgimento dei cittadini, ma anche elaborando ipotesi alternative rispetto all’idea di ridisegno della città e del suo futuro.

Dopo le battaglie di tre lustri or sono contro la triplicazione dell’inceneritore e la realizzazione della centrale turbogas, torna ad alzare la propria voce il movimento ambientalista e lo fa col Forum Ferrara Partecipata, una rete di associazioni e cittadini, uniti per dire di no all’accordo di programma presentato dalla giunta di Alan Fabbri.

Come si diceva, all’interno del movimento – costituitosi giovedì 3 novembre – tornano a prendere posizione nomi da tempo in silenzio. È il caso di Davide Scaglianti, ex portavoce della Rete Lilliput, e di Marzia Marchi, ex presidente Legambiente Ferrara. A loro si aggiungono organizzazioni come Wwf, Uisp e Legambiente Ferrara, ma anche Italia Nostra, Fridays For Future e Cittadini del Mondo, oltre a numerosi attivisti e personalità, come dimostrano le firme di Marco Falciano e di Andrea Malacarne (presidente della sezione ferrarese di Italia Nostra), passando per quella dello storico dell’arte e intellettuale Ranieri Varese.

A promuovere la nascita del forum è stata la Rete di Giustizia Climatica, come spiegato da Francesca Cigala Fulgosi (a suo tempo fondatrice del comitato Ferrara Città sostenibile): “Siamo davanti a un accordo di programma pubblico-privato che permette di saltare le regole dell’urbanistica attraverso un progetto radicalmente sbagliato e non sostenibile ambientalmente. È un qualcosa di regressivo e non innovativo, che riporta al centro una visione di città vecchia e storicamente superata. Cementificata, che non mette l’utilità pubblica al primo posto, che consuma suolo contrariamente a quanto chiede l’Agenda 2030, che aumenta il traffico in città e che con quel supermercato ci tiene ostaggio della logica del consumismo da superare per poter mitigare gli effetti della crisi climatica”.

La parola d’ordine del movimento è coinvolgimento dei cittadini per far nascere dal basso una proposta per la città che cambi e migliori la qualità della vita dei ferraresi, come illustrato da Romeo Farinella, architetto e professore Unife: “Ormai nei processi decisionali è fondamentale la dimensione partecipativa. Far nascere un forum come spazio di confronto e dialogo è un aspetto importante, dal momento che la nostra intenzione è proporre una riflessione su una città, che in questo momento sta elaborando il suo Pug. Credo nello spirito di confronto e di cooperazione che rientra in una dimensione di public engagement per lavorare con i territori e le città. Tante città in Europa hanno momenti di questo tipo, poi chi dovrà governare si assumerà le sue responsabilità”.

“Nel Rinascimento, Ferrara era una delle principali città europee, mentre oggi, con queste scelte, rischia di essere ultima” ha sottolineato Lidia Goldoni dell’Associazione Evangelica Cerbi, mentre Alessandra Guidorzi di Teachers For Future ha evidenziato la necessità di un “impegno concreto e fattuale per contrastare un progetto che vuole riqualificare la città sotto il ricatto di realizzare un supermercato”. Un pensiero condiviso da Giovanna Foddis del Circolo Laudato Sì, che si è soffermata sul diritto dei ferraresi di “sognare una città diversa dal punto di vista della mobilità e dell’urbanistica”.

Secondo Michele Nani invece, residente nella zona di via Caldirolo, via Frutteti e via Pomposa, a dimostrazione di come il forum sia popolato anche da tanti semplici abitanti che “hanno trovato nelle associazioni ambientalistiche un riscontro per conoscere le reali dimensioni e proporzioni del progetto, Fè.Ris altro non è che “speculazione edilizia e privatizzazione di un’area della città che viene spacciata per riqualificazione e rigenerazione“.

Successivamente, Alessandro Tagliati di Parents For Future ha messo in guardia su un altro aspetto della stessa medaglia: “Sta arrivando a completamento un’ondata di sfratti e ci sono famiglie che possono permettersi di pagare un affitto, ma non trovano casa. Questo progetto non si occupa in nessun modo di affrontare il problema, perché all’interno dell’ex caserma di Cisterna del Follo è previsto uno studentato privato. Qui pensiamo ci sarebbe stata l’occasione per affrontare il problema degli affitti a prezzo calmierato, e invece no. C’è un problema sociale già scoppiato e la nostra amministrazione sta facendo scelte opposte rispetto alle necessità della città”.

Da non sottovalutare nemmeno l’impatto che il progetto avrà dal punto di vista turistico, come raccontato da Claudio Fochi, guida turistica e rappresentante della Voce degli Alberi: “Fè.Ris finirà per essere molto impattante su uno degli asset turistici più importanti d’Italia, vale a dire le mura rinascimentali. Mi ricordo di un progetto bellissimo che voleva unificare con zone verdi Palazzo Schifanoia, Palazzo Bonacossi e Palazzina Marfisa d’Este, ma questa oggi è pura utopia. Per una città migliore si potrebbero privilegiare progetti che migliorino la quantità di verde della e la qualità della vita, ma no progetti commerciali e un supermercato a vista bastione San Rocco“.

Dello stesso avviso anche Corrado Oddi della Rete di Giustizia Climatica: “Il progetto Fè.Ris è ispirato da una logica mercantile della città, orientato a interessi privati e non ha nulla di pubblica utilità. Non è un caso che a un’idea di città privatistica e mercantile corrisponda una mancata partecipazione della popolazione. Ecco, la nostra è un’esperienza inedita che vuole mettere insieme associazioni e cittadini per contrastare il progetto e iniziare a ragionare sul futuro di questa città, dal nuovo Pug fino a un’idea che sia sul serio innovativa e che riguardi i prossimi anni”.

Intanto, mentre il Forum sta organizzando una prima assemblea cittadina di informazione, sensibilizzazione e confronto per i primi giorni di dicembre, nella giornata di martedì 15 novembre, i rappresentanti del movimento (per cui sono ancora aperte le adesioni alla mail forumferrarapartecipata@gmail.com) hanno ricevuto l’ok per un incontro da Gianni Michele Padovani, presidente della Provincia, a cui hanno chiesto di esprimersi sulle parti di sua competenza e di dare un giudizio al progetto.

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