Iniziate lunedì mattina le attività del perito e dei consulenti di parte in via Copparo che serviranno a stabilire la cause del crollo del macchinario nel corso del nubifragio del 17 agosto
Gru crollata: il braccio era bloccato, il sistema di allerta era funzionante?
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È stato denunciato in stato di libertà dagli agenti delle volanti della Polizia di Stato per danneggiamento aggravato un uomo che ha dato in escandescenza all'interno di un ambulatorio del pronto soccorso di Ferrara
Furti di rame sulle linee elettriche, disalimentazioni prolungate e conseguenze anche sulla produzione industriale. È questo il quadro affrontato mercoledì 16 settembre in Prefettura a Ferrara, dove si è riunito il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica
Il freno era attivato e il braccio della gru era effettivamente bloccato. Sembra essere questa la prima evidenza emersa nel corso del sopralluogo iniziato ieri, lunedì 24 ottobre, in via Copparo dove, durante il violentissimo nubifragio dello scorso 17 agosto, il macchinario crollò sopra delle villette a schiera, danneggiandole pesantemente ma, per fortuna, senza fare vittime tra i residenti, da allora sfollati.
Il braccio bloccato, non dunque libero di muoversi per opporre la minor resistenza possibile al vento come di solito accade quando non in funzione, potrebbe essere la causa principale che ha portato al crollo della gru.
Il sopralluogo fa parte delle attività demandate al perito Giulio Ventura, professore di Ingegneria strutturale, edile e geotecnica al Politecnico di Torino, che dovrà chiarire le cause della caduta e aiutare nell’individuazione delle eventuali responsabilità. La sue relazione verrà esaminata nel corso dell’udienza che il gip Danilo Russo ha fissato per il 16 marzo dell’anno prossimo, salvo proroghe.
Con lui erano presenti anche gli esperti nominati dalle parti: quelli degli indagati (assistiti dagli avvocati Denis Lovison, Luca Tieghi e Gianni Ricciuti) e quelli delle parti offese: questi ultimi hanno sollecitato un ulteriore quesito per capire se la gru, macchinario di ultima generazione dotato di avanzate tecnologie di sicurezza, avesse il proprio sistema di allerta attivato e, in caso affermativo, se abbia inviato il segnale di allarme per il blocco inserito o per eventuali malfunzionamenti e a chi.
Le operazioni preliminari hanno anche previsto l’individuazione e lo smontaggio della scatola nera, oltre all’effettuazioni di fotografie e misurazioni che servono per ‘fissare’ lo stato delle cose prima che si possa procedere allo smontaggio e alla rimozione della gru, un passaggio che le famiglie sfollate stanno attendendo ormai da mesi. L’attività proseguirà anche nei prossimi giorni.
Oltre a Giuseppe Tassi, titolare della Tassi Group che aveva l’appalto dei lavori per il bonus 110%, sono indagati per disastro colposo il suo preposto Abdelkarim Zahir; Tenno Cavallari, Giuseppe Coppola e Jamal Mgoune dell’impresa di costruzioni Edil Scot Srl di Finale Emilia e, infine, Vincenzo Bassi della Res Omnia Srl di Imola, la società che ha fornito la gru.
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